LETTERA AGLI AMMINISTRATORI PER RICHIESTA INFORMAZIONI 


Bologna, lì 29 Giugno 2009

Da:

Enrico Nannetti e Maria Grazia Panzacchi
(Associazione Via Emilia a Colori)

Claudio Dellucca (Legambiente Bologna)

Angelo Michelucci (WWF Bologna)

Pietro Tagliati (Associazione IperPUT)

Callisto Valmori e Massimo Cavallini (Associazione MUSA)

Sauro Santroni (Gruppo Ecologisti Anticasta)

A:

Ivan Felice RESCE
Direttore Generale dei Lavori e del Demanio (GENIODIFE)

Romano PRODI ex Presidente del Consiglio dei Ministri
firmatario della Legge 296/2006 (Finanziaria 2007)

Maurizio PRATO Direttore Generale dell’Agenzia del Demanio

Riccardo UZZO Responsabile Agenzia del Demanio - Filiale di Bologna

Flavio DEL BONO Sindaco del Comune di Bologna

Virginio MEROLA ex Assessore all’Urbanistica, Pianificazione
Territoriale e Casa

Giacomo CAPUZZIMATI Direttore del Settore Territorio ed Urbanistica

Francesco EVANGELISTI Direttore Pianificazione Urbanistica e
Programmi Urbani Complessi Direttore Operativo Urban Center

Giovanni GINOCCHINI Esperto in Percorsi Partecipativi
dell'Urban Center Bologna

Sonia BELLINI Direttore Settore Partecipazioni Societarie

Daniele LUGLI Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna

Daniele LUGLI Difensore Civico della Provincia di Bologna

Vilma MINARDI Difensore Civico del Comune di Bologna

e, PC:

Giovanni FINI Direttore Unità Qualità Ambientale

Catia BELLEGAMBA Direttore Settore Patrimonio

OGGETTO: Richiesta di accesso atti ed informazioni relativi alla Legge Finanziaria 2007 e al Piano Unitario di Valorizzazione delle Aree Demaniali

Gentili Signori Amministratori,
La lettura dell'Intesa Istituzionale sul Piano Unitario di Valorizzazione, raggiunta tra il Comune di Bologna e l'Agenzia del Demanio in data 31 Marzo 2009 ci ha posto di fronte ad alcune questioni riguardanti i meccanismi che regolano il bilancio dello Stato e a cascata quello delle Vs. amministrazioni, su cui chiediamo gentilmente di venire informati.
In base a quanto abbiamo potuto apprendere, la Finanziaria 2007 del Governo Prodi aveva stanziato due miliardi di euro per sbloccare le aree ex militari in disuso per destinarle ad uso pubblico, a partire da quelle situate nei comuni di Napoli e Bologna.

PRIMA DOMANDA
La prima domanda è: chi ha beneficiato di questo esborso dello Stato?
Oppure è stata una semplice partita di giro tra lo Stato ed un Ente statale quale potrebbe essere il ministero della Difesa oppure il Demanio? In sostanza ci interessa sapere, prima di tutto se c'è stato un vero e proprio esborso a carico dello Stato oppure no.
SECONDA DOMANDA
Il PUV ci ha fatto intendere che il Comune di Bologna ha dovuto trattare con l'Agenzia del Demanio, pertanto la seconda domanda riguarda i benefici che vengono concessi al Comune, al di là di quelle che sono le sue prerogative nella gestione del territorio.
In altre parole, la funzione del Comune è solo quella di stabilire le destinazioni delle aree sulla base dei PSC, POC, ecc.. oppure finisce per avere un titolo di gestione diretta in base ad un particolare trasferimento della proprietà?
TERZA DOMANDA
Per meglio comprendere il meccanismo chiediamo di sapere da parte di chi a suo tempo è stata data al Comune la concessione per gestire il parcheggio della Staveco, ancora prima della citata Finanziaria del 2007.

Cosa è cambiato rispetto ad allora per quanto riguarda la gestione delle aree ex militari da parte del Comune?

Contiamo in un Vostro gentile riscontro che speriamo possa chiarirci anche altre questioni in base alle risposte a queste prime nostre domande.
Ringraziamo in anticipo per la collaborazione, e inviamo
cordiali saluti.


Firma

Enrico Nannetti e Maria Grazia Panzacchi Associazione Via Emilia a Colori

Claudio Dellucca Legambiente Bologna

Angelo Michelucci WWF Bologna

Pietro Tagliati Associazione IperPUT

Callisto Valmori e Massimo Cavallini Associazione MUSA

Sauro Santroni Gruppo Ecologisti Anticasta


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COMMENTO ALLE RISPOSTE DEI CANDIDATI 

Per quanto attiene alla prima domanda nessuno dei due afferma di voler rimettere in discussione il PUV di Merola riguardo alla destinazione delle singole aree ex militari.
Se da parte di Delbono si comprende la necessità di non aprire un altro elemento di polemica con la precedente amministrazione, che gli avrebbe creato altri problemi, stupisce invece negativamente la dichiarazione di Cazzola che avrebbe potuto, senza problemi, dichiarare la propria intenzione a rimettere in discussione il PUV.

Per quanto riguarda la seconda domanda c'è la disponibilità di entrambi ad aprire ai cittadini
DELBONO: "che potranno anche consistere in Laboratori di Urbanistica Partecipata"
CAZZOLA: "utile avviare eventuali Laboratori di Urbanistica Partecipata una volta definite le destinazioni d'uso" Io la intendo così: i Laboratori hanno la funzione di decidere su come applicare una decisione immutabile sulle destinazioni d'uso.

Per quanto riguarda la terza domanda c'è la completa disponibilità da parte di entrambi, com'era prevedibile. Ma a noi vien data la possibilità di mettere il sindaco davanti a questa opzione ogni volta che ci verrà a dire che non ci sono soldi rispetto alle nostre proposte di modifica. Quindi la domanda non è stata inutile.

Pietro Tagliati

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RISPOSTA DI CAZZOLA (o chi per lui) 


Visto il loro posizionamento strategico rispetto all'assetto urbano di Bologna è indubbio che le aree demaniali rappresentano una importante potenzialità da sfruttare per il futuro sviluppo della città secondo tutti gli aspetti, quello sociale, quello turistico e quello, in generale , di riequilibrio territoriale.
Considerando la vastità degli interventi da attuare e la molteplicità delle problematiche da risolvere l'impegno è sicuramente quello di condividere le scelte principali con i cittadini; reputo comunque che sia utile avviare eventuali Laboratori di Urbanistica Partecipata una volta definite le destinazioni d'uso nei diversi casi, sempre precedentemente ed attentamente valutate perchè siano a vantaggio della collettività in una visione di ampio respiro.
Per quanto riguarda la qualità architettonica penso che sia sempre da perseguire con passione; strumento utile a raggiungerla sono i concorsi di progettazione, anche a livello internazionale. Inoltre oggi ci sono ben note le tecniche per costruire e/o ristrutturare edifici a basso consumo energetico e come sfruttare al meglio eventuali aree disponibili per l'installazione di fonti di energia alternativa.
Infine credo che il sostegno economico di fondazioni ed aziende sia sempre da auspicare cercando di far confluire tutte le sinergie possibili nell'indispensabile rilancio di Bologna.



Architetto Elena Zacchiroli,

candidata Assessore all'Urbanistica per Alfredo Cazzola


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DELBONO RISPONDE ALLE TRE DOMANDE 


Nei giorni scorsi avevo risposto allo spirito delle vostre domande. Mi è stato
segnalato un problema di mail e quindi torno a rispondere e, approfintando del
tempo in più, ho sviluppato un ragionamento più analitico che vi scrivo di
seguito.



Il Programma unitario di valorizzazione degli immobili di proprietà pubblica
che riguarda le aree ex militari di Bologna, oggetto dell'intesa tra Comune e
Agenzia del Demanio, è uno strumento operativo finalizzato a realizzare
importanti trasformazioni urbane su queste aree messe in gioco dallo Stato
grazie alla manovra finanziaria 2007 del governo Prodi.

Si tratta di un programma significativo sia dal punto di vista della storia
della città , in quanto da molti anni si lavorava per recuperare queste aree,
sia dal punto di vista dell'attuazione della legge che lo ha istituito (è il
primo programma del genere ad essere stato approvato in Italia), sia dal punto
di vista urbanistico, in quanto realizza importanti interventi di
riqualificazione urbana.



1.

Le aree ex militari oggetto del programma sopra richiamato hanno caratteristiche
diverse: alcuni dei compendi, hanno assunto negli anni un ruolo di centralità e
strategicità per la rifunzionalizzazione di ampie porzioni di città; in altri
casi, i beni si caratterizzano per le dimensioni modeste, il pessimo stato di
conservazione ovvero per la collocazione marginale rispetto agli ambiti di
sviluppo urbano. Nel loro insieme costituiscono una grande risorsa per la
riqualificazione e lo sviluppo della città. Per promuovere operazioni di
rigenerazione urbana e contribuire alla realizzazione della città pubblica
(cessione di aree per pubblica utilità, verde pubblico, attrezzature pubbliche,
reti infrastrutturali, housing sociale) in stretta connessione con una visione
piu' generale dello sviluppo sostenibile della città di Bologna.

Il Programma unitario di valorizzazione è finalizzato proprio a reinserire nella
dinamica della trasformazione urbana immobili di grande rilevanza per le citta',
per alcune caratteristiche peculiari di consistenza, localizzazione, pregio
storico-architettonico o testimoniale, valore sociale ed identitario: immobili
la cui restituzione ai rispettivi territori era attesa anche da alcuni decenni.

Tali immobili, già nella sostanza non utilizzati o sottoutilizzati da molti
anni, sono stati assunti, per un verso, come un "problema da risolvere", ma nel
contempo come straordinaria opportunità nell'ambito delle politiche di
pianificazione e riqualificazione della Città di Bologna.



2.

L'attesa maturata dalla collettività in sede di partecipazione alla formazione
degli strumenti urbanistici (in particolare in sede di costruzione del Quadro
conoscitivo e del Documento preliminare del nuovo Piano Strutturale Comunale),
non deve essere delusa con l'attuazione degli interventi di riqualificazione:
poter integrare gli immobili ex militari all'interno della Città, ottenendo
servizi, verde pubblico ed, in generale, incrementando la qualità urbana è
l'obiettivo di queste trasformazioni.

L'Amministrazione comunale ha già manifestato la ferma determinazione di
cogliere le occasioni di sviluppo offerte dalle aree militari dismesse,
costruendo un processo di concertazione istituzionale per la condivisione di
progetti sostenibili per la Città e in grado di liberare risorse economiche a
garanzia della loro effettiva realizzazione.

Queste premesse testimoniano la parte di concertazione e condivisione dei
progetti già messa in atto; per proseguire il percorso di costruzione condivisa
dei nuovi progetti saranno attivate le più opportune forme di partecipazione,
che potranno anche consistere in Laboratori di Urbanistica Partecipata, al fine
di precisare meglio i contenuti delle trasformazioni e i benefici pubblici.



3.

Forme, anche innovative, di partnership tra pubblico e privato per la
realizzazione di nuove dotazioni territoriali ed ecologico ambientali per la
città devono essere considerate per l'interesse pubblico che contribuiscono a
costruire. La città pubblica si realizza sulla base di un sistema di regole
chiare e con il contributo privato. In questo senso proposte come quelle cui si
allude nella domanda, peraltro già praticate in situazioni virtuose, possono
essere valutate in maniera positiva.





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TRE DOMANDE A DELBONO E CAZZOLA DAL GRUPPO AREE DEMANIALI 
Bologna, lì 15 Giugno 2009

Gentile Candidato alla carica di Sindaco del Comune di Bologna,

siamo alcuni dei promotori del "Gruppo Percorso Aree Demaniali", gruppo
costituitosi spontaneamente con lo scopo di sollecitare una maggiore
condivisione delle informazioni tra amministratori e cittadini sulle aree
demaniali, aree ex militari ed ex ferroviarie. Come risulta dalle
mini-presentazioni di noi promotori di seguito allegate, il "Gruppo Percorso
Aree Demaniali" è un insieme di residenti singoli o riuniti in forme
associative, aperta ad aggregare tutti coloro che saranno interessati ad entrare
nel merito dell'argomento.
Nei primi tre incontri di questo Percorso incentrato sull'analisi del Piano
Unitario di Valorizzazione già presentato alla cittadinanza, si sono riscontrati
alcuni elementi di opacità sulle informazioni finora fornite
dall'amministrazione comunale e dall'Urban Center Bologna, e sullo stadio di
avanzamento dei programmi urbanistici relativi alle Aree Demaniali presenti nel
nostro territorio metropolitano. Per avere una maggiore chiarezza rispetto atti
già deliberati e piena trasparenza dei processi decisionali in essere, ci siamo
attivati nelle sedi opportune per richiedere formalmente ai responsabili della
pianificazione urbanistica e dell'Urban Center Bologna maggiori informazioni.

Nel frattempo, avremmo piacere di conoscere anche il Suo parere relativo
all'argomento, anche perché il ruolo del prossimo Sindaco sarà cruciale per il
destino di tali aree, che rappresentano "in un colpo solo" il maggior intervento
immobiliare mai avvenuto nella storia centenaria di questa città.
Per questo con la presente siamo a proporre ad entrambi i candidati Sindaci i
seguenti tre quesiti:

1°. Lei è d'accordo sul fatto che le Aree Demaniali, considerata la loro
estensione a ridosso della città per complessivi 83 ettari, possano
rappresentare un fondamentale elemento di riequilibrio e riqualificazione nei
nostri Quartieri, oggi spesso già troppo saturati di edificazioni? Dal punto di
vista del turismo sarebbe una forte leva di marketing territoriale
istituzionale.

2°. Lei è orientato ad impegnarsi affinché vengano creati i Laboratori di
Urbanistica Partecipata aperti al pubblico per concordare e migliorare la
riqualificazione dei territori delle Aree Demaniali? Ciò, sia dal punto di vista
della qualità costruttiva degli interventi per canoni ecologici ed estetici, che
dal punto di vista delle destinazioni d'uso, che dovrebbe essere a vantaggio del
pubblico e della collettività.

3°. Consapevoli del fatto che le risorse sono limitate, vorremmo sapere se Lei è
orientato a richiedere un sostegno economico alle fondazioni e alle aziende
private, magari riconoscendo loro un corrispondente ritorno d'immagine? Ad
esempio un scuola potrebbe essere edificata col contributo di donazione di un
pool di imprese, che poi potranno beneficiare in via compensativa di forme di
comunicazione dedicate. Dal punto di vista del mondo produttivo locale sarebbe
una leva di marketing sociale, con benefici a cascata sia per il territorio che
per i lavoratori delle aziende.

Saremmo lieti di avere il Suo punto di vista sull'argomento Aree Demaniali, e
possibilmente una risposta a ciascuno dei tre quesiti specifici.

Per questo siamo fin da ora disponibili ad un incontro presso la sede del Suo
comitato elettorale, oppure saremmo ugualmente lieti di ricevere un Suo scritto
contenente le risposte. Questo perché avremmo intenzione di diffondere i Vostri
punti di vista su questo argomento nei prossimi giorni di periodo
pre-elettorale, per aiutare i cittadini a comprendere il vostro orientamento di
vista su un argomento che sicuramente avrà ripercussioni sulla qualità della
vita urbana di tutti noi.

Per il prossimo mandato, nel segno della partecipazione attiva alla
programmazione delle scelte sul territorio e a partire dalle Commissioni
Urbanistiche ed Ambiente dei vari Quartieri, ci impegniamo a portare avanti le
nostre idee -anche critiche - sulle aree in oggetto, dialogando con le posizioni
e con le soluzioni che si andranno a configurare, sia a livello di maggioranza
sia di opposizione.

Nel ringraziare in anticipo per la disponibilità dimostrata, inviamo
I migliori saluti

GRUPPO PERCORSO AREE DEMANIALI

I PROMOTORI

VIA EMILIA A COLORI Enrico Nannetti, Maria Grazia Panzacchi
LEGAMBIENTE BOLOGNA Claudio Dellucca
WWF Bologna Angelo Michelucci
IperPUT Pietro Tagliati
M.U.S.A. Callisto Valmori e Massimo Cavallini
ECOLOGISTI ANTICASTA Sauro Santroni



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