DELBONO RISPONDE ALLE TRE DOMANDE 


Nei giorni scorsi avevo risposto allo spirito delle vostre domande. Mi è stato
segnalato un problema di mail e quindi torno a rispondere e, approfintando del
tempo in più, ho sviluppato un ragionamento più analitico che vi scrivo di
seguito.



Il Programma unitario di valorizzazione degli immobili di proprietà pubblica
che riguarda le aree ex militari di Bologna, oggetto dell'intesa tra Comune e
Agenzia del Demanio, è uno strumento operativo finalizzato a realizzare
importanti trasformazioni urbane su queste aree messe in gioco dallo Stato
grazie alla manovra finanziaria 2007 del governo Prodi.

Si tratta di un programma significativo sia dal punto di vista della storia
della città , in quanto da molti anni si lavorava per recuperare queste aree,
sia dal punto di vista dell'attuazione della legge che lo ha istituito (è il
primo programma del genere ad essere stato approvato in Italia), sia dal punto
di vista urbanistico, in quanto realizza importanti interventi di
riqualificazione urbana.



1.

Le aree ex militari oggetto del programma sopra richiamato hanno caratteristiche
diverse: alcuni dei compendi, hanno assunto negli anni un ruolo di centralità e
strategicità per la rifunzionalizzazione di ampie porzioni di città; in altri
casi, i beni si caratterizzano per le dimensioni modeste, il pessimo stato di
conservazione ovvero per la collocazione marginale rispetto agli ambiti di
sviluppo urbano. Nel loro insieme costituiscono una grande risorsa per la
riqualificazione e lo sviluppo della città. Per promuovere operazioni di
rigenerazione urbana e contribuire alla realizzazione della città pubblica
(cessione di aree per pubblica utilità, verde pubblico, attrezzature pubbliche,
reti infrastrutturali, housing sociale) in stretta connessione con una visione
piu' generale dello sviluppo sostenibile della città di Bologna.

Il Programma unitario di valorizzazione è finalizzato proprio a reinserire nella
dinamica della trasformazione urbana immobili di grande rilevanza per le citta',
per alcune caratteristiche peculiari di consistenza, localizzazione, pregio
storico-architettonico o testimoniale, valore sociale ed identitario: immobili
la cui restituzione ai rispettivi territori era attesa anche da alcuni decenni.

Tali immobili, già nella sostanza non utilizzati o sottoutilizzati da molti
anni, sono stati assunti, per un verso, come un "problema da risolvere", ma nel
contempo come straordinaria opportunità nell'ambito delle politiche di
pianificazione e riqualificazione della Città di Bologna.



2.

L'attesa maturata dalla collettività in sede di partecipazione alla formazione
degli strumenti urbanistici (in particolare in sede di costruzione del Quadro
conoscitivo e del Documento preliminare del nuovo Piano Strutturale Comunale),
non deve essere delusa con l'attuazione degli interventi di riqualificazione:
poter integrare gli immobili ex militari all'interno della Città, ottenendo
servizi, verde pubblico ed, in generale, incrementando la qualità urbana è
l'obiettivo di queste trasformazioni.

L'Amministrazione comunale ha già manifestato la ferma determinazione di
cogliere le occasioni di sviluppo offerte dalle aree militari dismesse,
costruendo un processo di concertazione istituzionale per la condivisione di
progetti sostenibili per la Città e in grado di liberare risorse economiche a
garanzia della loro effettiva realizzazione.

Queste premesse testimoniano la parte di concertazione e condivisione dei
progetti già messa in atto; per proseguire il percorso di costruzione condivisa
dei nuovi progetti saranno attivate le più opportune forme di partecipazione,
che potranno anche consistere in Laboratori di Urbanistica Partecipata, al fine
di precisare meglio i contenuti delle trasformazioni e i benefici pubblici.



3.

Forme, anche innovative, di partnership tra pubblico e privato per la
realizzazione di nuove dotazioni territoriali ed ecologico ambientali per la
città devono essere considerate per l'interesse pubblico che contribuiscono a
costruire. La città pubblica si realizza sulla base di un sistema di regole
chiare e con il contributo privato. In questo senso proposte come quelle cui si
allude nella domanda, peraltro già praticate in situazioni virtuose, possono
essere valutate in maniera positiva.





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TRE DOMANDE A DELBONO E CAZZOLA DAL GRUPPO AREE DEMANIALI 
Bologna, lì 15 Giugno 2009

Gentile Candidato alla carica di Sindaco del Comune di Bologna,

siamo alcuni dei promotori del "Gruppo Percorso Aree Demaniali", gruppo
costituitosi spontaneamente con lo scopo di sollecitare una maggiore
condivisione delle informazioni tra amministratori e cittadini sulle aree
demaniali, aree ex militari ed ex ferroviarie. Come risulta dalle
mini-presentazioni di noi promotori di seguito allegate, il "Gruppo Percorso
Aree Demaniali" è un insieme di residenti singoli o riuniti in forme
associative, aperta ad aggregare tutti coloro che saranno interessati ad entrare
nel merito dell'argomento.
Nei primi tre incontri di questo Percorso incentrato sull'analisi del Piano
Unitario di Valorizzazione già presentato alla cittadinanza, si sono riscontrati
alcuni elementi di opacità sulle informazioni finora fornite
dall'amministrazione comunale e dall'Urban Center Bologna, e sullo stadio di
avanzamento dei programmi urbanistici relativi alle Aree Demaniali presenti nel
nostro territorio metropolitano. Per avere una maggiore chiarezza rispetto atti
già deliberati e piena trasparenza dei processi decisionali in essere, ci siamo
attivati nelle sedi opportune per richiedere formalmente ai responsabili della
pianificazione urbanistica e dell'Urban Center Bologna maggiori informazioni.

Nel frattempo, avremmo piacere di conoscere anche il Suo parere relativo
all'argomento, anche perché il ruolo del prossimo Sindaco sarà cruciale per il
destino di tali aree, che rappresentano "in un colpo solo" il maggior intervento
immobiliare mai avvenuto nella storia centenaria di questa città.
Per questo con la presente siamo a proporre ad entrambi i candidati Sindaci i
seguenti tre quesiti:

1°. Lei è d'accordo sul fatto che le Aree Demaniali, considerata la loro
estensione a ridosso della città per complessivi 83 ettari, possano
rappresentare un fondamentale elemento di riequilibrio e riqualificazione nei
nostri Quartieri, oggi spesso già troppo saturati di edificazioni? Dal punto di
vista del turismo sarebbe una forte leva di marketing territoriale
istituzionale.

2°. Lei è orientato ad impegnarsi affinché vengano creati i Laboratori di
Urbanistica Partecipata aperti al pubblico per concordare e migliorare la
riqualificazione dei territori delle Aree Demaniali? Ciò, sia dal punto di vista
della qualità costruttiva degli interventi per canoni ecologici ed estetici, che
dal punto di vista delle destinazioni d'uso, che dovrebbe essere a vantaggio del
pubblico e della collettività.

3°. Consapevoli del fatto che le risorse sono limitate, vorremmo sapere se Lei è
orientato a richiedere un sostegno economico alle fondazioni e alle aziende
private, magari riconoscendo loro un corrispondente ritorno d'immagine? Ad
esempio un scuola potrebbe essere edificata col contributo di donazione di un
pool di imprese, che poi potranno beneficiare in via compensativa di forme di
comunicazione dedicate. Dal punto di vista del mondo produttivo locale sarebbe
una leva di marketing sociale, con benefici a cascata sia per il territorio che
per i lavoratori delle aziende.

Saremmo lieti di avere il Suo punto di vista sull'argomento Aree Demaniali, e
possibilmente una risposta a ciascuno dei tre quesiti specifici.

Per questo siamo fin da ora disponibili ad un incontro presso la sede del Suo
comitato elettorale, oppure saremmo ugualmente lieti di ricevere un Suo scritto
contenente le risposte. Questo perché avremmo intenzione di diffondere i Vostri
punti di vista su questo argomento nei prossimi giorni di periodo
pre-elettorale, per aiutare i cittadini a comprendere il vostro orientamento di
vista su un argomento che sicuramente avrà ripercussioni sulla qualità della
vita urbana di tutti noi.

Per il prossimo mandato, nel segno della partecipazione attiva alla
programmazione delle scelte sul territorio e a partire dalle Commissioni
Urbanistiche ed Ambiente dei vari Quartieri, ci impegniamo a portare avanti le
nostre idee -anche critiche - sulle aree in oggetto, dialogando con le posizioni
e con le soluzioni che si andranno a configurare, sia a livello di maggioranza
sia di opposizione.

Nel ringraziare in anticipo per la disponibilità dimostrata, inviamo
I migliori saluti

GRUPPO PERCORSO AREE DEMANIALI

I PROMOTORI

VIA EMILIA A COLORI Enrico Nannetti, Maria Grazia Panzacchi
LEGAMBIENTE BOLOGNA Claudio Dellucca
WWF Bologna Angelo Michelucci
IperPUT Pietro Tagliati
M.U.S.A. Callisto Valmori e Massimo Cavallini
ECOLOGISTI ANTICASTA Sauro Santroni



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RESOCONTO DEGLI INCONTRI DEL TAVOLO DEI CITTADINI SULLE AREE DEMANIALI 
Sono stati pubblicati i resoconti degli ultimi due incontri del "TAVOLO".

Nel sito www.iperput.org è stata creata una sezione dal titolo:

PUV (Programma Unitario di Valorizzazione) SULLE AREE EX MILITARI
che raccoglie i tre documenti ufficiali e le tre relazioni degli incontri.
Gli ultimi due sono i seguenti:

biciclettata organizzata da Legambiente il 16/05/09

http://www.iperput.org/puv/2009-05-16_p ... biente.pdf

terzo incontro del 22/05/2009 sulla Caserma Masini tenuto ai Giardini del Baraccano organizzato dalla Associazione Iperput

http://www.iperput.org/puv/2009-05-22_p ... Masini.pdf

Il gruppo ecologisti anticasta si è preso l'impegno di organizzare il quarto incontro, dopo le elezioni.

Pietro Tagliati

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Campagna di Indignazione Nazionale  
Post ricevuto da Rete Lilliput.

Cari amici della Pace, del Disarmo, del Buonsenso e di Rete Lilliput, alcune righe per informarvi che la Campagna di Indignazione Nazionale (la raccolta di firme in appoggio all'appello rivolto alle autorità politiche nazionali affinché desistano dal portare avanti il massiccio programma di riarmo che prevede l'acquisizione di 131 cacciabombardieri e la spesa di oltre 13 miliardi di euro) ha superato le 7300 adesioni.

Coloro che ancora non hanno aderito sono invitati ad informarsi:
[ http://indignazionenazionale.splinder.c ... +petizione ]

E sottoscrivere l'appello:
[ http://www.firmiamo.it/campagnaindignazionenazionale ]

Vi informo inoltre che martedì 19 maggio è stata presentata a Roma dalle oltre 70 associazioni nazionali che aderiscono alla Rete Italiana per il Disarmo e alla Campagna Sbilanciamoci! una nuova iniziativa: "Stop F-35". Si chiedere alle autorità politiche di annullare la partecipazione italiana alla produzione dei cacciabombardieri F-35. É bene sostenere anche questa importante Campagna nazionale. Nel blog puoi trovare l'appello ed altri interessanti e utilissimi materiali informativi:
[ http://indignazionenazionale.splinder.c ... ABRETE+ITA ]

Inoltre nei giorni scorsi sono stati inseriti nel blog della Campagna due nuovi video: il primo sul seminario «Spese militari», a cura di Manlio Dinucci (saggista e giornalista); il secondo con il vignettista Vauro:
[ http://indignazionenazionale.splinder.com/tag/video ]

Ora tieniti forte: sono stati individuati dalla nostra iniziativa di indignazione 113 senatori che non scaricano la propria casella di posta elettronica. La "chiusura" del canale di comunicazione con i cittadini è stata oggetto di una segnalazione alle autorità. Non ti anticipo altro: vai a leggere: [ http://indignazionenazionale.splinder.c ... SENATORI+I ]

Appena possibile tornerò a contattare coloro che nelle scorse settimane hanno dato la propria disponibilità a dedicare un'ora di tempo-computer alla Campagna. C'è spazio per tutti: comunica la tua disponibilità a [ campagnaindignazionenazionale@gmail.com ]

E rinnovo a te e a tutti l'invito a segnalare il blog [ http://indignazionenazionale.splinder.com ] e la raccolta delle firme ad almeno un/a amico/a o collega che non la conosce. E ricorda: il 2 giugno 2009 avrà luogo a Novara la manifestazione nazionale «No F-35»: se puoi... non mancare! [ http://www.nof35.org/ ]


Buon cammino! Restiamo in contatto e... passaparola!

Amedeo Tosi
http://indignazionenazionale.splinder.com
http://www.grillonews.it



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TAVOLO DEI CITTADINI SULLE AREE DEMANIALI 
RESOCONTO DELLA RIUNIONE
(prima seduta del 12/05/09)


Ieri sera al quartiere San Vitale si è svolta la prima riunione del tavolo dei cittadini, convocata da Enrico Nannetti che si è fatto interprete delle opinioni molto critiche provenienti dai settori dell'associazionismo bolognese, riguardo al PUV sulle aree demaniali.
Nella sala, attrezzata di computer, proiettori e schermi giganti sono state visualizzate le immagini satellitari delle ex caserme con tanto di effetti suggestivi che simulano la perdita di quota di un elicottero ed il suo stazionamento a qualche decina di metri d'altezza sopra alle ex caserme.
Nella sua presentazione Enrico ha illustrato i motivi che lo hanno portato a proporre il tavolo. Elaborare per ognuna delle 19 aree una proposta più adeguata a soddisfare le necessità: verde pubblico, scuole, attrezzature sportive, parcheggi, ecc. E per correggere le storture del percorso seguito dall'assessore Merola che non ha coinvolto i cittadini nella scelta delle future destinazioni delle aree.
Ma neppure le istituzioni, come ho evidenziato subito dopo io stesso, perchè da questa "Intesa Comune-Demanio" non sono stati interpellati nè i quartieri (come l'assessore aveva assicurato), nè lo stesso Consiglio Comunale. Tutti siamo stati spiazzati da questa politica del fatto compiuto. Ho citato le storture più evidenti del percorso seguito:
- lo Studio di Fattibilità assegnato ad un Consorzio di Imprese;
- la sua approvazione affidata al Tavolo Tecnico.
Quest'ultimo evidenzia ancor più l'assenza della politica nel processo
decisionale. E' stata data una delega in bianco ai costruttori ed all'apparato tecnico del Comune.

Sono da mettere in evidenza i contributi e la disponibilità a collaborare da parte di alcuni urbanisti: competenze preziose per formulare una proposta alternativa.
Nel corso della riunione sono intervenuti anche l'assessore Mancuso ed il Presidente del Quartiere Santo Stefano Andrea Forlani che si è unito alle critiche già espresse ma ha anche allargato, insieme a Mancuso, uno spiraglio di speranza sugli spazi che si potranno avere nel corso della prossima gestione amministrativa. Insomma, come ha insistito Mancuso, solo una azione decisa dei cittadini, supportata dai Consiglieri Comunali, potrà dare inizio ad una revisione della intesa sottoscritta. Del resto gli stessi urbanisti hanno fatto notare che il testo non si presenta come definitivo, anche se si sofferma su dettagli riguardanti le metrature e le destinazioni.
Non è mancato chi, come Callisto Valmori (Ass.ne MUSA), ha voluto mettere l'accento sulla tipologia delle edificazioni che prenderanno il posto di quelle abbattute, perchè una impermeabilizzazione selvaggia senza alcun accorgimento finirebbe per accentuare il processo di cedimento dei terreni che ha già raggiunto aspetti preoccupanti.
Riguardo alle proposte sulle singole aree occorre dire che l'ha fatto da padrone il quartiere Santo Stefano perchè, come già successo in sala Farnese, quando il 16/4 Cofferati e Merola hanno presentato il PUV, gli interventi si sono concentrati sulla Staveco, sulla Mazzoni di via Parisio e sulla Masini di via Orfeo. Sulla prima sono intervenuti Andrea Forlani e, più volte Enrico, sulla seconda Callisto e sulla terza soprattutto io, contestando peraltro l'ipotesi
espressa da Enrico di inserirvi un'altra scuola. Senza giri di parole ho detto che è una ipotesi che non sta in piedi sia perchè le scuole dovrebbero stare nel verde (ad esempio alla Staveco ed alla Mazzoni), sia perchè via Orfeo è già ora un concentrato di scuole ed infine per i problemi di traffico che comporta in una zona già intasata.
Sulla Masini ho riassunto ancora una volta la proposta di un "Centro della Mobilità" nel piazzale, funzionale alla pedonalizzazione della zona, aggiungendo che per gli edifici possono essere valutate le due ipotesi: studentato o, in alternativa, ostello della gioventù, servizi entrambi assai carenti a Bologna.
In tal modo la destinazione della Masini non porterebbe aggravi per le casse del Comune.
Infine le proposte:
- Legambiente ha presentato la biciclettata di sabato 16/5 che parte alle ore 16 dal parco San Donnino (da via S.Donato, all'altezza della tangenziale) e che raggiunge alle 16,45 via Ferrarese, davanti alla ex-Casaralta poi alle 17,30 via Belle Arti, angolo Moline ed infine alle 18,15 termina davanti all'area Staveco;
- Forlani ha proposto il quartiere come sede di una successiva riunione.
Per il secondo incontro del tavolo verrà data tempestiva comunicazione, sono già pervenute proposte da alcune associazioni presenti sul territorio.
Pietro Tagliati





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