PM10 in Regione E-R fino a tutto aprile  
Per due intere settimane del mese di aprile il sito della regione non ha fornito i dati giornalieri, che non sono riuscito a recuperare.
Il black out ha coinciso con lo smantellamento di alcune centraline in regione: le due Aree Ceramiche di Modena e Reggio, quella di Faenza e, a BO, quella di Monte Cuccolino.
I numeri degli sforamenti che trasmetto in questo mio resoconto sono esatti per Bologna e Imola, mentre possono variare di uno in più o in meno per le altre città; attendo un riscontro dall'ARPA.
L'elenco delle città della regione torna quindi alla stessa situazione dello scorso anno.
Pur con qualche difficoltà, anche questa volta ho raccolto i dati da:

www.liberiamolaria.it

relativi al numero degli sforamenti del limite di 50 microgrammi su metro cubo della media giornaliera delle polveri fini PM10 nelle principali città.
Ricordo che in presenza di più di una centralina nella stessa città viene assunto il dato peggiore (più alto).
Nei primi centoventi giorni dell'anno questa è la situazione, mentre i dati tra parentesi si riferiscono ai primi centoventuno giorni del 2008 che era anno bisestile:

Modena______________43 (59)
Reggio Emilia__________43 (53)
Piacenza_____________41 (43)

------soglia_di_35----------

Parma_______________34 (40)
Ferrara______________33 (37)
Bologna_____________32 (35)
Forli-Cesena_________30 (54)
Rimini_______________30 (44)
Ravenna_____________25 (07)
Imola________________17 (20)

Valore limite per il PM10: 50 - Numero di superamenti consentiti: 35
Al 30 aprile del 2008 erano già sette le città fuorilegge, ora sono tre.

NOTA.
E' la Regione che ha la maggiore responsabilità nella lotta contro le
polveri fini, data la loro estensione su area vasta. La pianura
padana è una delle tre aree europee più inquinate da polveri.

Pietro Tagliati

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INTESA COMUNE-DEMANIO SULLA DESTINAZIONE DELLE AREE EX MILITARI 
Il 31 maggio 2009 è stato firmato a Roma tra Sergio Gaetano Cofferati (Sindaco di Bologna) e Maurizio Prato (direttore dell'Agenzia del Demanio), il PUV (Piano Unitario di Valorizzazione di immobili pubblici) nel quale viene indicata la destinazione per ognuna delle 19 aree ex militari situate nel territorio del Comune di Bologna.

Mi riservo di commentare il testo del documento e dei due allegati che ho inserito nella sezione "File" del forum-iperput perchè possano essere consultati da chi è interessato:

http://it.groups.yahoo.com/group/forum-iperput/files

Non mi risulta che sia stato dato il giusto rilievo a questo tema che avrà forti ripercussioni sull'aspetto urbanistico della città.
I miei rilievi (mi limito a citarli) riguardano il metodo ed il merito dell'intesa.
E' auspicabile che i consiglieri comunali che usciranno dalla tornata elettorale del 7 giugno si facciamo carico di prendere in esame tutta l'intesa e di trovare le forme più opportune per eliminare le gravi storture che investono alcune di queste aree e che finiranno per pesare negativamente sul futuro della nostra città.
Indipendentemente dal nome del sindaco che verrà eletto.

Pietro Tagliati

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INCONTRO CON I CANDIDATI A SINDACO 

Incontro 5 - Michele Laganà (BCF)

Dopo alcuni rinvii (l'ultimo dei quali per la presentazione ufficiale del PUV), la sera di giovedì 16/4 insieme ad Adriana Palleni (Ass .ne Comitato Cittadini Indipendenti) ho potuto tenere l'incontro con il candidato di Bologna Città Futura, Michele Laganà che presenta una sua lista civica, come in altre città, principalmente della Romagna.
Consigliere della minoranza a Misano Adriatico, non nasconde le sue simpatie di destra, afferma che i problemi della città non possono essere affrontati in una logica di schieramento. Non si riconosce nella PdL e per questo è in disaccordo con la sua amica di vecchia data, Alessandra Mussolini che sostenne nelle elezioni comunali e di quartiere del 2004.
Il candidato è un fiume di parole non tanto riguardo alla politica nazionale su cui taglia corto, ma soprattutto sul metodo secondo lui più corretto per affrontare i problemi della città: uno spirito di collaborazione tra i cittadini ed i politici che dovrebbero uscire dalla logica degli schieramenti per portare il proprio contributo con spirito costruttivo.
E’ stato sufficiente un mio cenno sui motivi che ci hanno spinti a scrivere il documento perché si abbandonasse ad una lunga esposizione delle sue convinzioni senza trovare un momento di pausa. Partendo dall'affermazione che lui stesso è sensibile alle problematiche della salute, ribadisce che non si devono porre steccati politici tra i cittadini ma tutti devono aver modo di partecipare alle scelte sui piccoli e grandi problemi che affliggono la città. A conferma di ciò tiene a dire che la gestione del Quartiere Santo Stefano, nella persona di Andrea Forlani è stata molto positiva.
Nel merito dei problemi giudica del tutto negativo il piano traffico che si è sviluppato negli ultimi decenni. Il principio assoluto è – per il candidato – che l'inquinamento è dato principalmente dai giri viziosi che si devono compiere per raggiungere la meta. La sua ipotesi di lavoro è che non si debba deviare il traffico sui viali, ma che si possa attraversare il centro lungo le radiali (il diametro è minore della semicirconferenza, aggiungo io, per capire). A questo punto ci siamo dovuti prendere con la forza un piccolo spazio per poter esprimere tutta la nostra contrarietà. Prevedere un aumento dei flussi di traffico in centro comporta un aumento dell'inquinamento atmosferico proprio dove la situazione è più critica. Implicitamente il candidato ammette di non conoscere il problema, facendo capire che il diritto alla mobilità debba prevalere su quello della tutela della salute. Insomma, del tutto in linea con le associazioni dei commercianti, che qualcuno definisce di sinistra perché in qualche caso cercano di trovare un punto di mediazione con i cittadini. Ho potuto solo accennare insieme ad Adriana, a causa delle continue interruzioni che la soluzione avrebbe portato l'inquinamento alle stelle in centro.
Neppure gli passa per la mente la congestione del traffico che ne deriverebbe in centro storico se venisse attuata la sua proposta.
L'esposizione del candidato è stato tutto un elogio alla teoria della fluidificazione, anche se non l'ha chiamata così. Allora ci siamo dovuti prendere con la forza la possibilità di portare esempi concreti per mostrare che la sua teoria contrasta con il problema della sicurezza dei pedoni e degli stessi veicoli.
Un tema caro a Michele è quello della tutela dei diritti dei diversamente abili. Ha dovuto convenire, senza problemi, che quanto abbiamo fatto in quartiere è andato in questo senso, ogni volta che abbiamo avuto la possibilità di incidere sugli interventi del Settore Mobilità e Manutenzione quando abbiamo riscontrato carenze nella progettazione.

In conclusione, quando si era fatto ormai tardi, il candidato si è preso l'impegno di leggersi il documento perché ha ammesso di non seguire con la dovuta attenzione i dati forniti da ARPA.
Chissà se il dialogo potrà proseguire sugli argomenti che a noi stanno a cuore!

Pietro Tagliati


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INCONTRO CON I CANDIDATI A SINDACO 

Incontro 4 - Valerio Monteventi (BCL)

La presentazione del documento che fa il punto sull'inquinamento atmosferico a Bologna negli anni dal 2000 al 2008 ha toccato gli stessi argomenti illustrati nel corso dei precedenti incontri con gli altri candidati sindaci.
In più il pomeriggio di giovedi 16/4 abbiamo potuto tener conto della discussione che si è già avviata nel sito della BCL da quando abbiamo diffuso il documento, l'indirizzo è il seguente:

http://www.bolognacittalibera.org/group ... -e-iperput

Partendo dalla condivisione sulle misure più urgenti che il sindaco dovrà assumere per la tutela della salute dei cittadini, si è potuto entrare nei dettagli sugli ulteriori provvedimenti che il candidato ritiene che debbano essere adottati per riuscire a rispettare i limiti di legge degli inquinanti nel corso di tutta la prossima legislatura. Valerio sostiene che debba essere messa in cantiere la progressiva pedonalizzazione del centro storico, lo sviluppo di un sistema di trasporto pubblico capillare perché una fetta sempre maggiore della cittadinanza sia portata a ridurre l'uso dei mezzi privati a motore.
In questa ottica il candidato punta sul SFM, superando i limiti che ancora sono presenti, punta sulla "metropolitana di superficie" che renderebbe inutile il ricorso al people mover (Stazione-Areoporto) od al metrò sotterraneo (linea Fiera-Stazione-Osp.Maggiore). Mentre vuole il potenziamento della rete ATC, esprime una serie di critiche nei confronti del CIVIS, del suo ideatore (Guazza) e di chi ha lavorato per metterlo in atto (Coffy), esprimendo preoccupazioni per come si potrà realizzare e mantenere in funzione nel tempo per la sua tecnologia ormai superata e per le difficoltà che si incontreranno nel futuro per reperire i pezzi di ricambio di un mezzo fuori produzione.
In sintesi, Valerio è per una politica che affronti il tema delle infrastrutture con i piedi per terra, senza cedere nei confronti dei mega-progetti, inutili e che richiedono enormi risorse.
Infine, auspicando la rete cittadina di piste ciclabili, evidenzia i problemi di convivenza tra pedoni e ciclisti quando queste vengono disegnate sui marciapiedi senza che vi possa essere una chiara ed evidente suddivisione degli spazi.

Dopo esserci confrontati sugli argomenti relativi all'inquinamento ambientale urbano connesso all'uso distorto dei mezzi di trasporto pubblici e privati si è sviluppato il tema relativo all'inquinamento acustico notturno dovuto, in buona parte, all'abuso degli spazi comuni da parte degli utenti degli esercizi commerciali notturni e, in generale, a forme di socializzazione giovanile troppo spesso legate all'abuso degli alcolici.
Si è voluto sottolineare da parte nostra un significativo miglioramento della situazione in seguito agli interventi portati avanti dal sindaco Cofferati, che sebbene non abbiano risolto le criticità, ne hanno comunque stemperato gli eccessi, limitato le sofferenze (se non altro per la riduzione di orario imposta a quegli esercizi più impattanti) e hanno senz'altro indotto molti gestori ad una maggiore attenzione nella gestione della propria clientela. Si può dire che da parte di Monteventi ci sia stata una certa condivisione di questo dato. Così come da parte nostra c'è stata una piena condivisione del parere di Monteventi secondo cui sia oramai indispensabile una pianificazione urbana e sociale che preveda aree destinate al divertimento giovanile che non vadano ad interferire con le normali esigenze di riposo e di silenzio notturno. Da questo punto di vista si è rimarcato come nessuna delle "aree militari dismesse"
sia stata destinata da parte dell'amministrazione a questo scopo, sebbene alcune avessero le caratteristiche giuste.
Si è auspicato da parte nostra che certi ambienti di sinistra, che in parte riteniamo vicini al movimento politico che sostiene Monteventi, abbandonino il pregiudiziale rifiuto per qualsiasi forma di
regolamentazione prodotta a tutela del bene comune. Nello specifico ci si riferiva al regolamento che vieta la vendita di alcolici da asporto dopo le 22, da vedere non come una forma di proibizionismo becero ed arbitrario ma come una indispensabile limitazione sia all'abuso di alcolici sia alle conseguenti forme di inciviltà e mancanza di rispetto per gli altri cittadini.
Si è voluto precisare l'importanza della responsabilizzazione dei gestori di attività notturne rispetto a quello che la loro clientela causa in termini di rumore e sporco al contesto urbano e sociale che li ospita, rimarcando il fatto che se saltasse questo principio l'unico modo per contenere le forme di inciviltà e di socializzazione molesta potrebbe essere solo il ricorso al controllo militare e poliziesco della città, cosa che è in netto contrasto con i principi che ispirano il candidato sindaco.
E' stato poi chiesto a Monteventi di considerare, come indicato dalla stessa Costituzione, la tutela della salute (e quindi il diritto al riposo), prioritaria rispetto agli interessi economici degli operatori
commerciali e alle esigenze di divertimento e socializzazione di giovani e meno giovani, che devono sempre modularsi in forme rispettose dei diritti primari.
Su questo punto si auspica un prosieguo del confronto.

Vincenzo Corvaglia (Al Crusel)
Pietro Tagliati (IperPUT)



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INCONTRI CON I CANDIDATI A SINDACO 

Incontro 3 - Giuseppina Tedde


Il pomeriggio di venerdi 3 aprile, insieme ad Adriana Palleni mi sono
recato (avendo la delega anche del comitato Al Crusel), all'incontro
con l'unica candidata a "sindaca" (come tiene a precisare) per il
Comune di Bologna. Erano presenti anche una decina di candidate di
Altra Città - lista civica di donne.
Con alcune di esse avevamo fatto conoscenza alla Conferenza stampa di
presentazione del nostro documento. Alla candidata ho illustrato
alcuni degli argomenti in questione:
- è nata la necessità di raccogliere i dati ufficiali dell'aria
perchè il confronto tra i candidati su questo tema ha mostrato gravi
carenze di informazione (che ho elencato);
- l'effetto che Sirio ha avuto nell'abbattere i livelli del benzene
in centro storico e nella prima periferia. Nasce la necessità di
predisporre interventi più incisivi perchè già da quest'anno sarà
difficile riuscire a rispettare i limiti di legge che si abbassano di
anno in anno fino ad arrivare a zero nel 2015;
- che per questo dovrà essere messa finalmente in cantiere la
progressiva pedonalizzazione del centro storico, non certo facilitata
anzi contrastata dalla destinazione concordata giorni fa con il
demanio per le aree ex-militari, in particolare per l'area Masini di
via Orfeo;
- la necessità di una lettura critica dei dati sulle PM10 che mettono
in evidenza un miglioramento, ma quello reale è inferiore;
- la necessità di aumentare, anzichè limitare i sistemi di
monitoraggio giustificati dai problemi del bilancio del comune;
- la responsabilità maggiore per le PM10 compete alla regione, tuttavia
anche il comune può avere una parte importante nel contrastarle.

E' intervenuta Adriana per estendere il confronto sui temi ambientali
tutti legati tra loro, ad esempio l'elettrosmog, l'acqua e l'energia.
La stessa ha molto insistito che si debba mettere tutta l'intelligenza
e lecapacità che hanno le donne nel portare a comportamenti più
rispettosi dell'ambiente, puntando molto anche sull'aspetto educativo.

La risposta di Giuseppina Tedde non si è fatta attendere iniziando con
la battuta che Adriana ha copiato il loro programma. Si sono decise a
compiere questo passo impegnativo proprio perchè non si può più fare
a meno del ruolo delle donne nell'orientare la vita sociale e correggere
le degenerazioni che devastano la società in modo sempre più
preoccupante.
I temi ambientali sono al centro di tutto perchè investono l'intera
società nella vita quotidiana. Le donne puntano a far prevalere
l'interesse collettivo perchè non è vero che quello individuale possa
trasmettere automaticamente un bene per tutti, anzi è proprio
questo a frammentare la società, creando conflitti.
Si deve mettere al primo posto la tutela della salute, preoccupa il dato
assai grave dell'aumento del 45% di bambini colpiti da malattie
respiratorie, si deve puntare sui pedibus per raggiungere la scuola,
sulle piste ciclabili, su mezzi pubblici leggeri in centro, per una
politica più accurata nel favorire il servizio pubblico. Si deve
puntare fin da subito alle pedonalizzazioni.
Una politica per una rivoluzione ambientale e culturale.
L'ambiente sarà il volano per la nuova economia su cui puntano le donne,
si potranno creare molti nuovi posti di lavoro. Niente più inceneritori,
centrali che distruggono l'ambiente in modo irrimediabile, ma si deve
puntare al porta a porta ed all'obiettivo dei rifiuti zero; il comune
deve essere la punta, l'esempio per l'utilizzo di energie rinnovabili,
in primo luogo il solare.
Ed ha tenuto a dire che deve contenere traffico ed inquinamento anche
in periferia, non solo in centro.

Molte delle donne presenti sono intervenute, dialogando e portando
esempi di situazioni critiche che si stanno vivendo quotidianamente,
contribuendo così ad instaurare un confronto molto positivo.

Ho poi rivolto a Giuseppina, a nome del Comitato Al Crusel, la domanda
come si possano conciliare gli interessi contrapposti tra quelli degli
osti e del popolo della notte da una parte, con i diritti del popolo
che la notte vuole (meglio deve) riposare.
Le due esigenze sono da conciliare - risponde - occorre lavorare con
determinazione per fare in modo che si compongano i conflitti.
Anche per i giovani occorre creare punti di ritrovo, bisogna ridurre
anche i costi della permanenza in città compresi quelli per il loro
divertimento.
Quello che manca è l'educazione e l'educazione al dialogo, non si
riescono ancora a conciliare le due esigenze. Tentativi in questo
senso sono falliti, ma ciò non vuol dire che non sia possibile.
La riunione si chiude con il proposito di continuare il confronto perchè
è risultato evidente che il problema è stato solo messo in luce e che
si dovrà prevedere un grande impegno per risolverlo.

Pietro Tagliati





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