MAGGIO 2003
I TRE TESTI del VOLANTINO PROGRAMMATICO
A CURA DEL GRUPPOdiLAVORO SULLA PEDONALIZZAZIONE:
F.I.P il 10/05/03
Via S.Stefano 126
40125 Bologna
PRIMO TESTO
S'IMPONE UNA SECONDA GENERAZIONE DI COMITATI CITTADINI
LA PROTESTA NON BASTA PIU'. SERVONO PROPOSTE VALIDE PER TUTTA
LA CITTA'.
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I Comitati delle zone, costituiti allo scopo di definire progetti di pedonalizzazione,
propongono un'ottica cittadina e metropolitana. In questi anni molti Comitati
non sono riusciti a raggiungere risultati positivi, neppure parziali. Le cause
sono molteplici, prima tra tutte la falsa illusione di ottenere di più
delimitando gelosamente i propri confini anche quando sussistevano tutti i presupposti
per larghe adesioni di solidarietà.
Al contrario, l'azione legale promossa nel 2000 da tre comitati (dai media definiti
"anti-smog"), ha investito tutto il territorio nel rivendicare un'azione
decisa da parte del Sindaco contro l'inquinamento atmosferico.
Il successo di questa iniziativa viene confermato dalla sentenza del Tribunale
di Bologna del 12 Luglio 2001 (Giudice Dott. Bruno Ciccone), in cui vengono
proposti provvedimenti utili a ridurre l'inquinamento.
Il "piuttosto vado in galera" di Guazzaloca ed il "ti rovino
la carriera" di Raisi, esprimono il rifiuto della democrazia da parte di
questa amministrazione comunale, con forme di arroganza.
D'altra parte i comitati antismog, nel complesso, non hanno colto l'occasione
per cominciare a formulare una proposta coerente ed efficace a partire dai suggerimenti
del Giudice, se si tiene conto che anche dai partiti non giungevano segnali
positivi, poichè nessuno era disposto ad impegnarsi nella formulazione
di una proposta. Sembra quindi che tutti gli altri abbiano voluto rimuovere
dalla memoria l'importante, impegnativo e oneroso lavoro dei tecnici, senza
peraltro darne una ragione.
C'è voluto uno strappo, un recupero dell'indipendenza nell'iniziativa
per arrivare, a distanza di più di un anno dalla sentenza, al GRUPPOdiLAVORO
sulla pedonalizzazione, radunando un primo gruppo di organizzazioni che condividono
l'obiettivo.
Il 7 dicembre 2002 sono stati definiti i criteri generali sui quali fondare
il progetto, che vengono qui riassunti in un altro articolo. Questi criteri
sono stati illustrati in una pubblica assemblea il 13/02/2003.
Nel terzo incontro, svoltosi il 15/03/03, sono stati definiti gli obiettivi
comuni della protesta e sono state discusse le proposte per coinvolgere il maggior
numero di cittadini nell'elaborazione del progetto di pedonalizzazione, prima
di tutto la costituzione della seconda generazione di comitati in tutte le sedici
zone in cui è stato suddiviso il centro storico (11 nell'anello esterno,
adiacente ai viali, e 5 interne), ed anche nelle zone con maggiore concentrazione
abitativa della periferia.
Siamo convinti che se riusciamo ad arrivare al risultato di definire un progetto
di pedonalizzazione efficace per abbattere l'alto livello d’inquinamento,
facilmente praticabile nella sua attuazione ed infine condiviso dal maggior
numero di cittadini,avremo in mano un importante strumento per convincere (o
costringere) gli amministratori della città indecisi se non addirittura
contrari.
Occorre anche sottolineare che il nostro progetto si inserisce a pieno titolo
all’interno del piano più generale di organizzazione della mobilità
su tutto il territorio metropolitano, a partire dall’attivazione di un
moderno Sistema Ferroviario Metropolitano (S.F.M.), che si sviluppa sulle 8
principali radiali, a cui segue il potenziamento e la integrazione con il sistema
di trasporto pubblico ATC su gomma o rotaia.
L’opera di pedonalizzazione delle zone a più alta concentrazione
abitativa, del centro storico in particolare, svolge, quindi, anche il ruolo
di trasferire una quota importante di mobilita’ dal mezzo privato a quello
pubblico, per utilizzare al meglio le notevoli risorse impiegate per la realizzazione
dell' S.F.M.
Considerata l'imponente mole di lavoro che ci attende, sappiamo che è
difficile poter presentare il nostro progetto all'attuale amministrazione, ma
si dovrà puntare ad inserirlo all'ordine del giorno delle prossime elezioni
comunali, che cadranno nel 2004, esattamente a vent'anni dal famoso referendum,
in cui il 70,1% dei bolognesi votò a favore della chiusura del centro
storico.
Le organizzazioni che partecipano al GRUPPOdiLAVORO chiedono quindi a tutti
i cittadini, consapevoli e preoccupati della gravità della situazione
in città, per quanto riguarda la vivibilità e la salute in particolare,
di partecipare con il proprio contributo di idee, per completare nel modo migliore
questo progetto che potrà segnare una svolta importante per le sorti
future della nostra città.
SECONDO TESTO
I CRITERI GENERALI ALLA BASE DEL PROGETTO DI PEDONALIZZAZIONE.
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Il progetto di pedonalizzazione si fonda su precise indicazioni
suggerite ai comitati di zona allo scopo di
formulare proposte omogenee in tutto il centro storico. Nel testo ci limitiamo
ad elencare le principali.
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1) Accensione immediata del vigile elettronico e sua estensione ai motori su
due ruote.
2) Parcheggi per i residenti. Viene garantito l’accesso al proprio posto-auto
a chi lo possiede, mentre ai nuclei famigliari che ne sono privi viene concesso
un parcheggio in affitto calmierato in apposite aree che i comitati dovranno
individuare all’interno della propria zona. Quelle più grandi,
custodite, potranno divenire veri e propri centri per la mobilità,dotandole
di un servizio di sosta e noleggio bici, di auto elettriche per trasporto pesi
e di car-sharing per i nuclei famigliari che occasionalmente abbiano necessità
di una seconda auto.
3) I comitati dovranno definire un sistema di protezione della propria zona
dagli abusivi. Si dovrà comunque individuare un accesso ai mezzi di soccorso
ed un altro per chi occasionalmente ha necessità di entrare, previo pagamento
di un ticket. Ora
la quota maggiore di permessi d’accesso alla ZTL è costituita infatti
da mezzi che hanno necessità occasionali: concedendo, come avviene ora,
un permesso fisso, viene data la possibilità di utilizzarlo in modo improprio.
Il ticket ha lo scopo di limitare
gli accessi in centro solo quando c’e’ un'effettiva necessità.
4) Piste ciclabili. I cittadini dei comitati individuano percorsi ciclabili
lungo strade chiuse al traffico. I percorsi verranno inseriti nel più
esteso progetto costituito da radiali (centro-periferia) e da tangenziali, a
forma di anelli.
5) Mezzi pubblici. Viene proposto un servizio di collegamento tra porte e centro,
lungo le radiali, con mezzi elettrici o a metano con ridotte dimensioni (tram
o navette).
6) Dovendo garantire il transito ai mezzi di soccorso, ai residenti che accedono
al proprio box, agli operatori addetti allo scarico delle merci, ecc... occorre
definire i percorsi obbligati, destinando una sola corsia da percorrere a velocità
contenuta.
Queste necessità non possono impedire ai cittadini di individuare aree
da sottrarre del tutto al traffico, per destinarle alla vita sociale stabilendo
un opportuno arredo urbano.
7) Istituzione del Docente con funzione-mobilità per le scuole medie
superiori per l’organizzazione degli spostamenti casa-scuola degli alunni
e del personale, perché l’uso dell'auto e del motorino venga limitato
ai soli casi di assoluta necessità.
TERZO TESTO
Mettere a punto una proposta di drastica riduzione del traffico nella propria zona: definire le aree-parcheggio riservate ai residenti ed i percorsi obbligati per accedervi, individuare le strade più adatte ad ospitare piste ciclabili vietate ai veicoli a motore e quelle aree che si vogliono recuperare alla vita sociale, ecc...ecc...
Ripristinare la legalità nelle strade: si propongono iniziative di protesta (la petizione promossa dall'Iperput aveva raccolto 1.300 firme nel 2000), per educare al rispetto del Codice della Strada, a partire dalle norme che tutelano la sicurezza dei più deboli (pedoni e ciclisti).
Per la stabilità degli edifici, il comitato "attenti a quelle due"
ha lanciato una raccolta di firme in città, per rivendicare un
sistema leggero di trasporto pubblico nel centro storico (solo
tram o navette).
Rigida regolamentazione del trasporto merci in fascie orarie
e con mezzi rispettosi dell'ambiente, da concordare con le
associazioni di categoria.
Organizzazione di una presenza dimostrativa dei cittadini nelle zone a rischio di spaccio e microcriminalità, per riprendere il possesso del territorio di concerto con le forze dell'ordine.
Impedire l'ulteriore devastazione del territorio con nuovi
insediamenti abitativi in aree già fortemente compromesse.
Difesa delle aree verdi esistenti, destinare le aree
dismesse per utilità sociale.
Bloccare le nuove installazioni di antenne radio-base sui tetti delle
case e spostare quelle già presenti in base ad una pianificazione
che trovi il consenso dei cittadini e che utilizzi pali per illuminazione disposti
in siti distanti dalle abitazioni.
Viene proposto di installare le antenne alla loro sommità, all'altezza
di circa 40 metri.
PER UNA PIU’ PRECISA DOCUMENTAZIONE SU GRUPPOdiLAVORO E PEDONALIZZAZIONE
:
www.iperput.org