D O C U M E N T O
S U L L A
M O B I L I T A'
BOLOGNA : OTTOBRE 2002
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LE SIGLE NEL DOCUMENTO
AC ............ Amministrazione comunale
CdS ........... Codice della Strada
CS ............ Centro Storico
PGTU 2000 Piano Generale del Traffico Urbano anno 2000
PUT .......... Piano Urbano del Traffico
SFM .......... Servizio Ferroviario Metropolitano
ZTL ........... Zona a Traffico Limitato
------------------------------ INDICE --------------------------------------------
PARTE INTRODUTTIVA ..............................................................
pag. 3
PARTE PRIMA LE PREMESSE ........................................... pag. 4
PARTE SECONDA IL PUT DI VITALI ........................................... pag. 7
PARTE TERZA PERCHE' OCCORRE PEDONALIZZARE IL CS ........ pag. 13
PARTE QUARTA UN PROGETTO DI PEDONALIZZAZIONE ....... pag. 15
PARTE QUINTA INTERVENTI A LIVELLO METROPOLITANO .. pag. 24
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INTRODUZIONE
Questo documento è rivolto in modo particolare ai cittadini
convinti cheBologna soffra di una grave malattia alla quale i partiti che si
succedono al potere non sanno o non vogliono trovare una cura.
L'esperienza di questi ultimi anni, d'altra parte, ha dimostrato che i cittadinisono
capaci di battersi per impedire altri guai.
Potremmo quindi decidere di puntare, con rinnovato impegno e ulteriore profusione
di forze alla conquista di nuove aree pedonali,a ottenere nuove piste ciclabili
, altre e più efficaci misure tampone per contenere il traffico, come
lo è SIRIO, ed anche una riduzione del prezzo dell'autobus, ecc..
Purtroppo sappiamo che la cura, per essere efficace, dovrà affrontare
in modo razionale l' organizzazione della mobilità su tutto il territorio
cittadino, compresi i paesi limitrofi, cioè quello che viene chiamato
"metropolitano".
E' la distanza tra i piccoli (importanti !) obiettivi e quelle che sono le reali
necessità, che blocca la protesta dei cittadini in un ambito troppo ristretto,tanto
è vero che i partiti possono gestire tatticamente e strumentalizzare
le nostre lotte secondo le proprie necessità.
Il documento è proprio un tentativo per iniziare a colmare questa distanza affinchè la piccola (ma assai importante !), vertenza gestita da una piccola comunità possa rientrare in un piano più generale dei cittadini per curare in modo adeguato il grande male che affligge Bologna : il caos del traffico.
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PARTE PRIMA :
LE PREMESSE
Il Comitato IperPUT si è costituito nel '96 per ricordare agli amministratori a distanza di ben 12 anni (ora siamo a 18) dal referendum, la richiesta della chiusura del centro storico. L'obiettivo ha un tale carattere di generalità da spingere fin dall'inizio il Comitato al di fuori dell' orizzonte limitato del quartiere S. Stefano dove opera, cercando l' unità d' azione dapprima con il SuperPUT di S.Vitale, per la pedonalizzazione di P.zza Aldrovandi e qualche anno dopo con Piazza Verdi e con Al Crusel , per condurre l'azione legale contro la giunta attuale, tanto più che quest'ultimo comitato aveva come obiettivo la effettiva realizzazione della chiusura al traffico della zona del Pratello, valida solo sulla carta. E' doveroso, a questo punto, invitare i cittadini della zona a tirare fuori dal cassetto questo obiettivo, perchè non venga abbandonato.
UN PROGRAMMA PIU' GENERALE
Costituendoci in associazione e raccogliendo adesioni in tutto il comune ed
in altri della cintura, occorreva ampliare i nostri orizzonti su tutto il territorio
metropolitano.
E' apparso subito evidente che la "chiusura (meglio dire pedonalizzazione),
del centro storico" è in grado di portare benefici anche a tutta
la periferia se l' accesso al centro viene garantito da un servizio pubblico
comodo, a costi contenuti e con una rete di piste ciclabili di collegamento,
vietate alle moto.
Il confronto con i cittadini della periferia ci ha stimolato a riformulare l'obiettivo
della pedonalizzazione del centro storico, inserendolo in un piano più
generale ; argomento per noi non nuovo, perchè ne avevamo già
discusso nel '96 , in occasione del PUT di Vitali.
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LE OPERE DI VITALI PER LA MOBILITA'
Il giudizio sull'operato di una giunta non può prescindere
dall'esame degli elementi positivi come di quelli negativi. Occorre cioè
esprimere con precisione cosa si critica di Vitali, altrimenti può succedere
che i più accaniti detrattori di oggi arrivino domani a riproporre pari
pari gli stessi suoi errori (e già fin d'ora cominciamo a cogliere dei
segnali preoccupanti).
Secondo noi occorre distinguere due aspetti : le opere compiute da Vitali e
la parte progettuale esposta nel Piano Urbano del Traffico.
Vitali ha progettato e messe in opera aree pedonali nel centro storico, ha perseguito
il progetto SIRIO (che evidenziava problemi tecnici e burocratici) ed ha esteso
la ZTL (Zona a Traffico Limitato), anche in alcune zone della periferia, ha
tracciato nuove piste ciclabili, ha disegnato decine di chilometri di corsie
preferenziali per taxi e bus, ha aperto parcheggi scambiatori all' altezza della
tangenziale, ecc. ecc. ; che cosa allora non ha funzionato ?
SIRIO : qualcuno è indotto a pensare che senza tutte le difficoltà
incontrate, potremmo giudicare diversamente l'operato della giunta Vitali sul
traffico.
Non crediamo che sia così,perchè quando SIRIO è stato in
funzione,abbiamo constatato che il centro era sempre pieno di auto e di moto:si
è ridotto il numero di auto,forse un pò anche l'inquinamento,ma
sono rimasti i soliti problemi negli attraversamenti delle strade ed in genere
di vivibilità che il vigile elettronico non è in grado di risolvere.
PARCHEGGI SCAMBIATORI : non deve trarre in inganno il desolante senso
di vuoto che danno queste opere di Vitali , poste all' altezza della tangenziale.Esse
sono infatti un patrimonio da tener buono per tempi migliori, quando gli automobilisti
provenienti da fuori comune troveranno conveniente lasciare l'auto per prendere
il bus navetta, utilizzando il tagliando della sosta.
Negativa, soprattutto per le zone periferiche, la decisione di costruire parcheggi
scambiatori all' altezza dei viali che attirano traffico da tutte le parti :
(Piazza VIII Agosto e Staveco i più noti). Anche la giunta Guazzaloca
nel suo PGTU 2000 ha progettato un parcheggio scambiatore che ha trovato la
decisa opposizione del Comitato per Piazza Carducci (rimasta pedonale in superficie
per il successo delle iniziative del Comitato), nella quale c'è già
un parcheggio sotterraneo con box di proprietà. Per le persone distratte
da motivazioni "politiche", questo è un esempio di solidarietà
tra cittadini del CS nei confronti di quelli della periferia,ragionando sui
risultati che avrebbe avuto il provvedimento del parcheggio scambiatore.
PISTE CICLABILI : chi non ha ancora provato la pista che dall' ospedale
S.Orsola giunge fino a S.Lazzaro, la inserisca nel suo programma : è
assai
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piacevole e rilassante , passa in mezzo ai parchi e permette di attraversare
gli stradoni in tutta sicurezza : è indicata per chi soffre di mal nervoso
dovu-to all'inquinamento ed all'uso abituale dell'auto.
Un' altra pista ben progettata da Vitali è quella che collega il centro
con la Croce di Casalecchio. All'interno del centro storico le due piste erano
collegate mediante quella di via S.Felice, cancellata in tutta fretta da Guazzaloca
e quella di via S.Vitale, cancellata dall'usura del traffico (era segnata da
una striscia gialla) ; in mezzo le cosiddette strade "semipedonali"
Ugo Bassi e Rizzoli.
A parte l'ovvia constatazione che l'efficacia di questi provvedimenti posti
in opera da Vitali, viene limitata dalla generale trasgressione del codice della
strada, tuttavia possiamo rilevare altri limiti in questo modo di procedere.
Il passaggio dalla fase progettuale a quella attuativa è sempre stato
molto lungo, si veda ad esempio l'iter della pedonalizzazione del Quadrilatero.
Il modo di Vitali di affrontare i problemi , un pezzettino alla volta, è indicato per una situazione sostanzialmente sana, nella quale si rendono necessari interventi migliorativi. E' proprio la politica dei piccoli passi (uno avanti e due indietro ), che a Bologna non funziona , perchè mentre viene risolto un problema altri due ne sorgono.
E' questo, secondo noi, il modo sbagliato di risolvere i problemi legati al traffico : E' IL PRINCIPALE MOTIVO DEL FALLIMENTO DI VITALI !
I cittadini non devono incorrere nello stesso errore: riproponendo una lista di obiettivi si facilita il giochino di chi non ha alcuna intenzione di affrontare seriamente il problema della mobilità ; per chiarezza è il giochino di chi considera la giunta Guazzaloca una piccola parentesi da rimuovere ; in seguito, "se tutto andrà secondo i piani" , verrà ripreso il "discorso" lasciato in sospeso, come se nulla fosse accaduto.
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PARTE SECONDA :
IL PUT DI VITALI
Consapevole dei limiti del proprio operato oppure soltanto per adeguarsi
ad una precisa norma nazionale,la giunta Vitali ha elaborato un piano generale
del traffico (PUT), approvato ed illustrato pubblicamente nel '95.
Il PUT è un piano organico di riorganizzazione della mobilità
il cui aspetto più importante è il potenziamento e la razionalizzazione
del sistema dei mezzi pubblici di trasporto.
Abbiamo condiviso i suoi principi ispiratori e le sue proposte più importanti,
ma non tutte le soluzioni:ad esempio non c'è sembrata una buona idea
quella delle striscie blu , messe in opera sulla base di una positiva valutazione
dell' esempio di Torino. Se il principio ispiratore doveva essere quello di
disincentivare l'uso dell'auto, dobbiamo dire che in questo ha fallito perchè
il transito di auto si è mantenuto costante , quello dei ciclomotori
è aumentato del 30% e quello delle moto del 100% , (risultati ottenuti
dal confronto comparato dei dati di uno studio da noi effettuato in CS nello
stesso mese degli anni '95 e '97) . Anche l' uso della bici è risultato
stabile, mentre non abbiamo potuto valutare l' effetto sull' uso del mezzo pubblico
(non potevamo contare, infatti, il numero di passeggeri sui Bus in transito).
L'unico effetto positivo è per le casse comunali.
IL SERVIZIO FERROVIARIO METROPOLITANO
Consiste nel più valido progetto di incentivazione del mezzo pubblico
nell' ottica metropolitana. Vengono progettate quattro linee passanti per la
stazione di Bologna delle quali diamo le cadenze nelle ore di punta :
1) Anzola-BO-Castel S.Pietro , con cadenza di 30' , il cui prolungamento
ad Imola ha cadenza 60' ;
2) Porretta-BO-S.Benedetto V.Sambro, con cadenza 60', al cui interno la tratta
Sasso Marconi-BO-Pianoro ha la cadenza di 30' e la suburbana Casalecchio-BO-S.Ruffillo
ha cadenza di 15' ;
3) Vignola-BO-Portomaggiore,con la tratta interna Bazzano-BO-Molinella avente
cadenza di 30' ;
4) Crevalcore-BO-Galliera , con cadenza di 60' , in cui la tratta S.Pietro in
Casale-BO-S.Giovanni in Persiceto ha cadenza di 30'.
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La realizzazione dell' SFM si affida in parte sulle linee già esistenti,
da utilizzare al meglio o da rimettere in funzione , rendendole inoltre più
accessibili con nuove stazioni intermedie. Altre stazioni sono previste nelle
zone periferiche di Bologna, allo scopo di realizzare un razionale progetto
di integrazione del servizio pubblico su Ferro (SFM) con quello su Gomma (ATC)
: è questo l' aspetto più innovativo del PUT che può rendere
preferibile l'uso del mezzo pubblico.
IL TRAM
Il PUT sulla base dello "studio di fattibilità tecnico-economica del sistema tranviario" conclude, a pag. 19 , che "è risultata prioritaria la direttrice Corticella-S.Lazzaro". Viene pertanto progettata una linea tramviaria su questo percorso , intesa come prioritaria rispetto ad altri successivi interventi : al secondo posto viene la linea Borgo Panigale-Pilastro ed al terzo quella Rastignano-Casalecchio. Per la prima linea vengono precisati i finanziamenti ed i tempi di realizzazione, una volta iniziati i lavori.
NOTA : per quanto riguarda lo studio degli effetti sulla mobilità determinati da nuovi provvedimenti, il PUT precisa che il Comune di Bologna si è dotato "di un modello di simulazione del traffico".
GLI EFFETTI DEL POTENZIAMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO
Riteniamo che questi progetti siano condivisibili al 100% perchè
forniscono una soluzione a livello metropolitano dei problemi della mobilità
e perchè potenziano e razionalizzano il sistema di trasporto pubblico.Tuttavia
una forte limitazione sui potenziali effetti positivi dell' SFM e del Tram,
integrati con il servizio BUS, viene rilevata dai modelli di simulazione.
Il PUT a pag. 15 dapprima afferma testualmente : "Il risultato, ottenuto
con la sola manovra di potenziamento e di razionaliz-
zazione del trasporto pubblico , consente di trasferire dalla strada alla ferrovia
una quota significativa dell' aumento tendenziale della domanda di mobilità,
contenendo la crescita degli spostamenti in automobile."
Confrontiamo subito , in ogni direttrice di traffico , i passaggi giornalieri
di auto "tendenziali al 2000", con quelli forniti dal modello di simulazione
per effetto dell'introduzione del sistema pubblico integrato dei trasporti.
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| DIRETTRICE | numero passaggi auto | DIRETTRICE | numero passaggi auto |
| MILANO | da 3.168 a 3.010 | RIMINI | da 34.136 a 31.997 |
| PORRETTA | " 18.063 " 17.690 | PRATO | " 14.770 " 14.022 |
| VIGNOLA | " 21.633 " 20.244 | PORTOMAGGIORE | " 13.236 " 12.811 |
| VERONA | " 16.018 " 15.886 | PADOVA | " 27.931 " 26.868 |
Su tutte le direttrici il n° di auto/giorno passa da 225.255 a 217.685 (-3%)
Risultato a dir poco modesto, che non giustifica l'affermazione troppo
ottimista dell'estensore del PUT ; tuttavia lo stesso aggiunge subito dopo :
"Il modello di simulazione utilizzato infatti (?) non ha previsto l'introduzione
di politiche di restrizione degli accessi alle automobili in Bologna, e pertanto
il trasferimento modale ottenuto è conseguente al solo miglioramento
dell'offerta del trasporto pubblico."
Appunto ! Perchè il sistema integrato di trasporto pubblico possa risultare
vincente, occorre attuare una politica di restrizione degli accessi.
LA POLITICA DI RESTRIZIONE DEGLI ACCESSI NEL PUT DI VITALI
Il PUT, a pag.45, elenca i "cardini della politica di governo
della mobilità": protezione delle corsie preferenziali; piste ciclabili;
pedonalizzazioni; sistema SIRIO di controllo degli accessi; regolamentazione
della sosta; parcheggi pubblici e per residenti; sistema informativo con pannelli
elettronici.
Ed aggiunge: " Non si tratta quindi di inventare nuove strategie o proporre
nuovi interventi. Si tratta piuttosto di riordinare, sviluppare e gestire i
progetti strategici già individuati ed i nuovi interventi proposti nel
quadro di uno strumento, quale è il PUT, che definisca metodologie e
criteri per la loro implementazione ed il relativo controllo di efficienza.
"
Con il PUT si ritiene pertanto di avere individuato tutte le strategie e gli
interventi necessari per governare la mobilità nel centro storico.
Di SIRIO vengono descritte le possibili ulteriori applicazioni, non si accenna
alla possibilità di lettura delle targhe dei motocicli (v. sentenza Ciccone),
ma, ad esempio, al controllo delle corsie preferenziali, ecc.. ecc..
Il PUT a pag. 47 conclude con queste valutazioni su SIRIO: "L'esperienza
della ZTL è stata senza dubbio positiva, anche se ha pienamente raggiunto
solo alcuni degli obiettivi per i quali era stata istituita.
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Essa ha infatti ridotto fortemente il traffico entro la cerchia dei viali ed
ha consentito il recupero di buone velocità commerciali per il mezzo
pubblico. Quello che non si è invece verificato è stato il riequilibrio
degli spazi delle strade da funzioni di scorrimento a funzioni urbane, se si
esclude la realizzazione di alcune corsie ciclabili.
Questo anche perchè l'ampiezza della zona controllata, con il conseguente
elevato livello di traffico residenziale autorizzato a circolare all'interno
(*) e la forte concentrazione delle linee di trasporto pubblico ha in realtà
mantenuto flussi di traffico relativamente elevati nell' intera area (un problema
ulteriore è anche rappresentato dal traffico di motoveicoli , il cui
impatto in
termini di inquinamento acustico e di insicurezza provocata nei confronti degli
utenti deboli non è certamente trascurabile)."
Sono quindi gli stessi estensori del PUT a mettere in evidenza i limiti
del sistema elettronico.Mentre da una parte (a destra) ne vengono sottostimate
le capacità, per motivi ideologici , dall' altra parte (a sinistra) si
tende a mitizzarne la funzione : SIRIO come panacea , scelta strategica per
soddisfare appieno il mandato del referendum , per ricondurre i livelli di inquinamento
entro i limiti di legge stabiliti dalla Comunità Europea.
Siamo convinti che se venisse indetto un referendum pro o contro SIRIO, vi sarebbe un responso "bulgaro" a suo favore. Molti cittadini sono anche convinti che se il Sindaco Guazzaloca avesse le mani libere lo metterebbe subito in funzione.
Anche noi siamo convinti della sua utilità, soprattutto come misura tampone mentre si predispongono opere più efficaci ; per convincere un numero consistente di cittadini dell' area metropolitana a preferire il mezzo pubblico (SFM+BUS) occorre un segnale più forte di SIRIO: la messa in opera di un progetto (che nel PUT non c'è), di PROGRESSIVA ED ESTESA PEDONALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO.
NOTA (*)
A dire il vero , il numero dei permessi per i residenti si attesta al 40,2%
del totale , come verrà documentato più avanti.
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I PROGETTI DI PEDONALIZZAZIONE NEL PUT
A pag. 71 il PUT prevede interventi a favore dei percorsi pedonali:
" Il metodo di intervento nell' ambito del centro storico è dettato
dagli elementi architettonici ancora perfettamente leggibili nel contesto urbanistico-edilizio.
Infatti l'individuazione dei percorsi pedonali fuori dai portici è quasi
ovunque facilitata dalla presenza delle guidane litiche che, in funzione di
marciapiede e con materiale diverso da quello della restante carreggiata, indicano
al pedone il proprio spazio di circolazione. [........]
Un secondo tipo di intervento passa attraverso l'istituzione di aree pedonali
che possono offrire spazi riservati e protetti in grado di consentire lo sviluppo
della vita sociale ed il pieno godimento dell'ambiente urbano, come testimoniano
gli interventi già realizzati di piazza Maggiore, piazza S.Stefano, via
Zamboni."
Come è stato possibile che l'ultima di queste aree citate,
via Zamboni sia stata riaperta al traffico da Guazzaloca, l' unica area del
centro storico che vantava valori dell'inquinamento nella norma ?
E' assai facile rimuovere piccole aree pedonali accerchiate dal traffico ,frutto
di una politica di interventi a macchia di leopardo. Non sarebbe altrettanto
semplice se queste aree fossero molto più vaste, con prevalenza della
zona pedonale rispetto a quella dedicata al transito.
Nello stesso stile, il PUT (a pag. 71) , programma altri impegnativi interventi
che in parte sono stati completati per continuità dall'attuale Sindaco:
"...... l' impegno dell' Amministrazione in questa direzione è continuato
e, con deliberazione del 13/10/93 sono state delimitate le seguenti aree pedonali
urbane:
- ex Ghetto Ebraico;
- Quadrilatero;
- via Altabella, via Caduti di Cefalonia, via Fossalta;
- piazza Calderini;
- piazza Minghetti;
- piazza S.Giovanni in Monte.
A queste localizzazioni, in seguito ad un'esplicita richiesta avanzata da un
comitato locale di residenti, si è aggiunta la via del Pratello la cui
inaugurazione è prevista per il mese di marzo." ( 1995 ; nota di
chi scrive ) .
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IL PGTU 2000
Ritenendo concluse, a questo punto, le citazioni del PUT di Vitali, ci permettiamo
una breve digressione sul PGTU 2000, elaborato dai politico-tecnici incaricati
dalla giunta Guazzaloca.
Non condividiamo nè i principi ispiratori nè le principali opere
previste da questo piano che ha come punto fermo la "rivincita" del
ruolo dell'auto come principale mezzo di trasporto per soddisfare il bisogno
di mobilità. La lotta contro l' inquinamento viene concepita come lotta
alla congestione del traffico. Vengono prefigurati interventi per eliminare
i disturbi alla cosiddetta "fluidificazione".
Lo slogan della "fluidificazione" ha ottenuto vasti consensi tra gli
automobilisti, indipendentemente dal loro orientamento politico. Dal "fluidificator"
sono state sacrificate molte utili opere attuate dalla precedente Amministrazione:la
pista ciclabile di via S.Felice, la zona pedonale di via Zamboni e di piazza
Aldrovandi, il cordolo di via Emilia Ponente e le pensiline degli autobus in
via Indipendenza ; solo per citarne alcune. Le vie centrali della cosiddetta
"T" ( Indipendenza,Rizzoli e Ugo Bassi ), sono state promosse al rango
di stradoni a scorrimento veloce, salvo poi dotarle di nuovi semafori per far
fronte ai problemi di sicurezza per i pedoni.
Il PGTU 2000 prevede l'impiego di gran parte dei finanziamenti per risolvere
il problema di viabilità dovuto al grande flusso di traffico. Viene messo
in naftalina il piano SFM-ATC, sostituito da tunnel, metrò ed autostrade
sotterranee a cui manca, per completare l'opera, la progettazione di una serie
di parcheggi sotto le cattedrali , per arrivare tutti in auto fino nel centro
del centro storico.
Viene incentivata la costruzione, da parte dei privati, di parcheggi in ogni
buco rimasto libero in centro : in nome della modernità viene rimossa
la preoccupazione di devastare il patrimonio storico e le condizioni di vivibilità.
SIRIO ed SFM sono descritte come un "virus della sinistra" nonostante
le ripetute dichiarazioni sulle caratteristiche del traffico e del Sindaco come
: "indipendenti dalla politica".
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PARTE TERZA :
PERCHE' PEDONALIZZARE IL CENTRO STORICO
Auspichiamo che il trasporto pubblico venga messo nelle migliori condizioni
per soddisfare gran parte del bisogno di mobilità. E' l' unica "strada"
da seguire per risolvere i problemi di congestione, di inquinamento e di vivibilità.
E' evidente da quanto detto che la pedonalizzazione del C.S. è un segnale
molto forte per convincere anche i cittadini più pigri a modificare le
proprie abitudini , è decisiva per incentivare l' uso del mezzo pubblico
; d' altra parte il potenziamento e la razionalizzazione del sistema pubblico
di trasporti favorisce il successo della pedonalizzazione , perchè risolve
i problemi della
mobilità da e verso il centro.
E' anche evidente la necessità di integrazione dei due progetti; la loro
realizzazione deve procedere in sintonia. Il primo di essi, abbiamo detto che
è la parte più importante ed innovativa del PUT, il secondo, al
contrario, non è stato ancora messo in agenda ed è il grave limite
del PUT di Vitali.
Ci siamo dati il nome IperPUT per sottolineare la necessità di completare
il lavoro , per un PUT più grande che comprenda al suo interno anche
un progetto di pedonalizzazione del centro storico.
L' IDEA DI CITTA' STORICA
Il centro storico è un enorme patrimonio che deve essere preservato
per i suoi monumenti , la sua cultura , le sue oasi verdi, come centro di ritrovo,
di shopping, per ricreare un ambiente vivibile per i cittadini che lo abitano
e quelli che lo frequentano occasionalmente. Esso ha un enorme potenziale di
carica attrattiva non solo nei confronti dell' area metropolitana, ma anche
per il turismo.
La singolare capacità di attrazione che la nostra città non riesce
ad esprimere per tanti motivi, (per semplificare : miopia culturale, politica
e commerciale), è ben superiore a quella estemporanea di alcuni devastanti
spettacoli in zona Fiera , è il carattere medievale esteso per un' area
così vasta nella quale ci si potrebbe immergere se non ci fosse lo scempio
continuo delle stradine perpetrato dai veicoli a motore.
E' opportuno insistere su questo punto : i "modernisti" vorrebbero
smantellare a poco a poco questo patrimonio, i cittadini, dotati di un minimo
di sensibilità culturale sentono anche il dovere di battersi perchè
ciò non avvenga.
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LA VIVIBILITA'
Le proposte di architetti ed urbanisti di inizio secolo XX messe in
atto con la costruzione di palazzoni attorniati da ampi spazi e perciò
raggiungibili solo da veicoli a motore privati, hanno evidenziato stati di disagio
negli abitanti.
I casermoni dormitorio non sono l' ideale per chi ama vivere nella comunità
mantenendo vivi i rapporti sociali.
La struttura medioevale del CS favorisce lo sviluppo della vita sociale, ma
gli spazi ad essa dedicati vengono tutti occupati dal transito e dalla sosta
dei veicoli a motore. Si nota una preoccupante tendenza a coprire anche quei
pochi che restano per far fronte alle sempre maggiori richieste di spazio per
i veicoli.
Una riorganizzazione della mobilità deve far fronte anche all'esigenza
di vita sociale della popolazione residente e degli occasionali fruitori del
CS, per una città più vivibile.
LA DIFESA DELLA SALUTE
Un altro serio problema causato dal traffico è l'inquinamento,
che colpisce la salute dei cittadini, nessuno escluso. Per questo motivo abbiamo
partecipato all' azione legale in accordo con gli altri comitati , contribuendo
a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla gravità della situazione.
Stare in Europa significa anche mantenere sotto controllo l'emissione degli
inquinanti prodotti dagli scarichi dei motori. I limiti massimi di concentrazione
stabiliti da una precisa direttiva europea , vengono infatti ridotti progressivamente,
per dar tempo ai responsabili della salute dei cittadini (i Sindaci), di prendere
i necessari provvedimenti.
Sappiamo che nel 2005 il limite massimo del benzene, ad esempio, verrà
dimezzato da 10 a 5. Con questo non si intende che il livello 5 è quello
di sicurezza , che è invece zero, tuttavia si deve provvedere per una
drastica riduzione delle emissioni di questo inquinante nell'atmosfera che respiriamo
a Bologna.
Questo è un ulteriore elemento a favore della pedonalizzazione del CS,
indispensabile per poter rientrare nei limiti di legge.
Sarà pronta la nuova amministrazione comunale che uscirà dalle
elezioni del 2004 a far fronte a questo impegno ? Sarà in grado di rispettare
le norme più restrittive senza aver affrontato il lungo lavoro preparatorio
di elaborazione di un progetto presentato, discusso ed approvato dagli elettori
?
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PARTE QUARTA :
UN PROGETTO DI PEDONALIZZAZIONE
PREMESSA.
Siamo convinti che il nostro non è il migliore progetto possibile. Esso
si basa comunque su una lunga serie di considerazioni e riflessioni, stimolate
dalla consultazione di molti cittadini in questi sei anni di attività.
Il motivo principale per cui siamo stati costretti ad impegnarci in questo complesso
lavoro, che non riteniamo di nostra specifica competenza, è che manca,
da parte dei partiti, la consapevolezza dell'urgenza del problema e di conseguenza
la volontà di risolverlo.
E' anche desolante constatare che i compagni di lotta contro l'inquinamento
dimostrino scarsa disponibilità ad impegnarsi per trovare una soluzione
da proporre a chi governa la città.
Eppure , lo sappiamo tutti , la situazione è estremamente preoccupante
e la soluzione è per di più assai complessa.Come cittadini dobbiamo
dimostrare di essere all'altezza dei compiti, proponendo soluzioni valide e
non una semplice lista di richieste ! Non siamo rimasti alle aste, ai puntini
ed ai pallini, la nostra attività sociale ci ha portato ad approfondire
i problemi, ad esaminarli con cura ascoltando le opinioni di tanti cittadini;
ora, un "portavoce" dovrebbe essere in grado di presentare una proposta
praticabile ed efficace.
Allora, proviamo ad esporre le nostre proposte, informando che abbiamo già
presentato ai partiti rappresentati in consiglio comunale , nel mese di ottobre
del 2001,un nostro progetto di pedonalizzazione della zona Orfeo, nella quale
sono esposte nei dettagli le misure che, secondo noi, possono essere efficaci
e nello stesso tempo trovare il consenso dei cittadini.
Ci siamo impegnati in questo progetto non perchè vogliamo ottenere la
sua immediata realizzazione, ma solo per fornire, a titolo di esempio, una soluzione
che può essere valida per tutto il centro storico ed eventualmente, con
le opportune modifiche, anche nelle zone residenziali della periferia a più
alta concentrazione abitativa.
I PROBLEMI CONCRETI CHE PONE IL PROGETTO
Alcuni cittadini esasperati (ne hanno tutti i motivi !) per il caos assordante, per i pericoli e per l' aria puzzolente, propongono la costruzione di mura (o muretti) invalicabili per impedire l'accesso dei motori.
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Altri, più "politici", propongono SIRIO con qualcos'altro che
ricalca lo stile delle opere di Vitali.Insomma, la complessità del problema
impedisce ai cittadini di individuare una soluzione semplice, che sia realizzabile
e nello stesso tempo efficace.
Ci rendiamo conto infatti che la prima soluzione non può essere realizzata,
anche se è la più semplice ; d'altra parte abbiamo già
evidenziato anche i limiti della seconda, che quindi non è una soluzione
efficace.
L' impraticabilità della prima soluzione si può dimostrare anche
con i numeri, attingendo al supplemento di perizia richiesto dal giudice Ciccone
alla udienza del 29/03/01 , nella parte che riguarda i dati statistici sui contrassegni
per l' accesso alla ZTL, aggiornati al 30/09/00.
Il numero totale dei permessi-auto è di 66.624 , ai quali si dovrebbero
ag-giungere i circa 2.400 permessi temporanei "t".
1) Il diritto R dei residenti ad accedere alla propria abitazione:
26.759 permessi pari al 40,2 % del totale
2) Il diritto di accedere per gli invalidi: 2.404 permessi pari al 3,6 % del
totale
3) Il diritto M dei medici di base di servirsi dell'auto per le visite: 697
permessi pari all' 1,0 % del totale
4) Le necessità di "Interesse Pubblico": 2.096 permessi pari
al 3,1 % del totale
5) Le necessità dei commercianti (fasce orarie): 1.316 permessi pari
al 2,0 % del totale.
Siamo arrivati al numero di 33.262 permessi, pari al 49,9% del totale.
L'ultima voce richiede una doverosa precisazione : il fatto riconosciuto che
i fruttivendoli abbiano la necessità di raggiungere il negozio con il
loro furgone, non significa che abbiano lo stesso diritto tutti i commercianti
, come ad esempio, la panettiera che viene rifornita direttamente dal forno.
Lo status di commerciante non può dar luogo a privilegi rispetto agli
altri cittadini.
Rispettando queste priorità, il numero dei permessi FISSI risulta inferiore
alla metà. La componente più consistente è quella dei residenti,
che non ha la maggioranza assoluta, a differenza di quel che si crede : si ferma
al 40,2 %.
La componente numericamente più consistente, oltre il 50 % , è
costituita da una lunga serie di permessi concessi senza che sussistano i reali
presupposti. Ciò che li caratterizza è infatti l' occasionalità
che diventa, per via del permesso, un diritto fisso, utilizzato in modo improprio
nella maggioranza dei casi.
Il già citato supplemento di perizia evidenzia inoltre l'enorme quantità
di permessi concessi "senza targa". Sono permessi distribuiti a pioggia
su diverse tipologie, per un totale di circa 11.000 contrassegni.
Esaminiamo nei dettagli queste "categorie":
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6) Agenti: dovrebbe trattarsi dei rappresentanti con la valigetta.
E' proprio così indispensabile presentarsi al cliente in auto ?
4.136 permessi pari al 6,2 % del totale.
7) Distribuzione Servizi : si tratta di servizi generalmente occasionali. E'
assai raro vedere in città distribuire servizi, eppure questi contrassegni
sono molto diffusi ed è ben visibile l' utilizzo improprio che ne viene
fatto:
6.828 permessi pari al 10,2 % , dei quali 850 sono senza targa.
8) Distr.Serv.Install.: imprese di impiantistica con sede all'esterno della
ZTL :valgono le stesse considerazioni svolte per i D.S.
11.433 permessi pari al 17,2 % , dei quali circa 2.500 SENZA TARGA.
9) Posti auto (autorimesse pubbliche) : la dicitura "pubbliche" non
tragga in inganno, si tratta di attività private di parcheggi a pagamento
diffusi in tutti gli angoli del centro storico. Ovviamente si fanno pagare bene
: è una speculazione legalizzata, che sfrutta la ZTL per fini di lucro
!
4.226 permessi pari al 6,3 % TUTTI SENZA TARGA
10) Pronto Intervento (monitoraggio costante in seguito ad autorizzazione esplicita
dei responsabili) , formula poco chiara e contraddittoria che consta di:
483 permessi pari allo 0,7 % quasi tutti senza targa.
11) Posti auto (privati): è il diritto vantato da chi risiede altrove
ma ha acquistato un box oppure l' ha avuto in affitto da un re-sidente che gli
fa posto, lasciando la propria auto in strada(succede anche questo !): é
un modo furbesco di aggirare la ZTL!
6.246 permessi pari al 9,4 %
COME AFFRONTARE E RISOLVERE IL
PRIMO PROBLEMA , I DIRITTI DEI RESIDENTI.
L'amministrazione comunale deve garantire ai residenti l'utilizzo
del proprio posto auto in zona, anche nell' interesse di tutta la comunità.
Un obiettivo da raggiungere è infatti quello di togliere le auto dei
residenti parcheggiate nella strada.
Per trovare una sistemazione delle altre auto (di chi non possiede un box),
si cercano in tutte le zone del centro delle aree non troppo grandi (per non
accumulare inquinamento nelle vicinanze) e possibilmente in posizioni fuori
dalla vista (per questioni estetiche).
Dopo aver individuato le aree-parcheggio, l'amministrazione comunale (AC) dovrà
fare un censimento tra i nuclei familiari di queste zone per verificare in modo
preciso in quale caso ciascuno di essi si trova fra i tre seguenti :
1) il nucleo non possiede auto;
2) il nucleo possiede l'auto ma non il posto da metterla;
3) il nucleo possiede l'auto ed anche un box in proprietà o affitto in
zona.
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In base al numero di nuclei che si trovano nella situazione (2), l' AC dovrà
definire i confini della zona (**) da pedonalizzare, quanti e quali parcheggi
la servono , qual' è il percorso obbligato per accedere ed uscire dal
parcheggio (**) ed infine dovrà progettare un sistema di controllo per
proteggere la zona pedonale dagli abusivi.
NOTA (**) La necessità di suddividere il centro in zone e per
ognuna di esse determinare un percorso obbligato per accedere ed uscire è
stata anche raccomandata dal giudice Ciccone nella sentenza del 12 luglio 2001.
Nella zona pedonale moto e motorini potranno accedere a motore spento e d'altra
parte si potranno predisporre nelle aree-parcheggio anche posti per i mezzi
a due ruote.
Per evitare il continuo via vai di auto alla ricerca di un posto nelle aree
adibite a parcheggio e l'accumulo di gas tossici tutt' intorno, risulta preferibile
stabilire che i posti in questi parcheggi vengano assegnati, uno solo per nucleo
famigliare (vedere la situazione 2), che sia residente in quella zona, in cambio
di un affitto a prezzi decisamente competitivi rispetto a quelli di mercato.
Pertanto la zona in cui si trova il parcheggio è pronta per essere pedonalizzata
dal momento in cui ogni nucleo famigliare della zona avrà un posto preciso
in cui collocare l'auto.
Il passo successivo dovrà essere quello di predisporre un "arredo
urbano" adeguato a rispondere alla necessità di vita sociale, creando
luoghi in cui venga favorito l' incontro tra cittadini di ogni fascia d' età.
La disposizione dell' arredo dovrà tener conto della necessità
d' accesso ai box di proprietà (situazione 3) , come pure del carico
e scarico delle merci , ecc.
Infine si dovrà installare un sistema di protezione costituito da fittoni
fissi, fittoni mobili e sistemi di controllo del tipo di SIRIO, la cui applicazione,
pertanto, verrà estesa a livello più capillare.
Il criterio appena descritto è particolarmente indicato per
le zone dell'anello del centro compreso tra i viali e la "cerchia dei mille".
In tutti i casi i viali di circonvallazione daranno un facile accesso a queste
zone che, di conseguenza, avranno percorsi obbligati molto brevi.
Si può quindi proporre di affrontare per prima la pedonalizzazione nell'anello
compreso tra i viali e la cerchia dei mille dove è maggiore la concentrazione
dei residenti.
Man mano che si procederà nella sua messa in opera sarà evidente
la progressiva riduzione del traffico nella zona più centrale, quella
entro la cerchia dei mille, dovuta solo in parte all'immediata accensione di
SIRIO, ma soprattutto perchè i residenti nell'anello esterno del centro
storico termineranno la loro corsa ciascuno nella propria zona di competenza.
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IL PROGETTO ORFEO :
UN ESEMPIO CONCRETO DI PEDONALIZZAZIONE DI UNA ZONA
Per la zona Orfeo abbiamo individuato come area-parcheggio principale il piazzale
della ex-Caserma Masini abbandonata da quasi due anni , posta a ridosso di piazza
del Baraccano e che può contenere, così com'è circa 100
auto.
La presenza di due capannoni, che davano rifugio ai camion dell'esercito, può
permettere, senza alcun intervento, il parcheggio di un numero imprecisato di
moto , motorini e biciclette.
L'accesso al piazzale è già predisposto con un cancello ed un
posto per il custode le cui funzioni possono essere quelle di controllare che
non entrino abusivi e che ognuno si disponga nel posto a lui assegnato ;di concedere
l'uso di un mezzo elettrico a disposizione di chi deve trasportare pesi, anche
i bambini piccoli, fin sotto casa. Il custode può anche disporre di uno
spazio
adibito a deposito e noleggio bici, a disposizione di tutti i cittadini, in
particolare dei residenti fuori zona.
L' accesso al parcheggio avviene direttamente dal viale , evitando così
il transito nelle stradine della zona.
Gli edifici della ex caserma che è stata utilizzata dalle Brigate Nere
a partire dall'8 settembre '43 fino alla fine della guerra, potrebbero essere
utilizzate per scopi ben più nobili ed utili: musei, biblioteche, sale
di studio o per conferenze, locali da concedere in affitto ad associazioni di
volontariato, ecc.., servizi di cui la zona è estremamente carente.
La vicinanza alla sede del Quartiere S. Stefano può favorire anche lo
sviluppo dell' attività di assistenza e di sostegno per i soggetti più
deboli della popolazione.
Ecco perchè siamo preoccupati per una diversa destinazione che renderebbe
poi impossibile la riqualificazione della zona, poichè la caserma è
ormai l' ultimo spazio disponibile a fini sociali e per la soluzione ra-zionale
e ambientalmente accettabile del problema parcheggi.
Le destinazioni prospettate, in ordine di pericolosità decrescente sono
:
- centro commerciale;
- zona residenziale;
- uffici pubblici;
- parcheggio per residenti (senza pedonalizzazione).
Questo "parcheggio" ha anche un'altra qualità : è nascosto
alla vista perchè in ogni suo lato sorgono mura o palazzi. Infine ha
il pregio che non richiede impegnativi interventi per la destinazione da noi
auspicata.
Il progetto viene completato con l'individuazione di altre due piccole aree-parcheggio
di riserva da circa 30 posti ciascuna, utilizzabili anche per la possibile estensione
della zona pedonalizzata anche a via Braina e via Rialto.
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Viene infine proposto un sistema di controllo degli accessi,definendo
i sensi di marcia ed il criterio ritenuto più opportuno per impedire
abusi.
Speriamo che gli ingegneri comunali del traffico e della telematica troveranno
il modo di perfezionare questo sistema da noi proposto.
La pedonalizzazione risolve, senza richiedere ulteriori interventi, anche il
problema della sicurezza dei bambini che si recano a scuola: in una zona aperta
al traffico, infatti , i percorsi casa-scuola richiedono un lungo lavoro di
progettazione, costosi interventi per la messa in opera ed infine un costante
controllo da parte dei vigili. Lo scopo di questi percorsi è di interrompere
il meccanismo perverso che impone di accompagnare i figli a scuola con l'automobile
per preservarli dai pericoli costituiti dalla circolazione delle auto de-gli
altri.
Come già stato scritto, il nostro progetto di pedonalizzazione della
zona Orfeo è stato presentato nell'ottobre del 2001. Al consiglio di
quartiere abbiamo chiesto un'udienza e la disponibilità di stampare un
questionario che avremmo voluto distribuire tra i cittadini per verificare quale
consenso ottiene l' idea della pedonalizzazione: ci è stata negata ogni
tipo di disponibilità.
Per tutta risposta è arrivato il progetto di parcheggio sotterraneo negli
Orti, "il posto peggiore dove mettere l'auto", recita uno striscione
del comitato.
LA PEDONALIZZAZIONE DELLE ZONE PIU' CENTRALI
La pedonalizzazione dell'anello non coinvolge le radiali più
importanti che collegano le porte con la "T". Per tutto il periodo
della prima fase le radiali e le zone più interne verranno difese solo
dal sistema SIRIO.La seconda fase consiste nella pedonalizzazione dell'area
interna che corrisponde all'incirca al quella dentro la cerchia del mille.
Sappiamo che in queste zone risulta oltremodo difficoltoso individuare delle
aree-parcheggio pubbliche. Tuttavia sappiamo che sono attualmente in funzione
in tutto il CS anche numerosi garages pubblici a gestione privata che hanno
in dotazione 4.226 permessi tutti senza targa. Dovrà essere cura dell'
AC interrompere questa attività che è una notevole calamita di
traffico. Ci sono testimonianze di cittadini che affermano di aver avuto accesso
al CS solo per aver detto ai vigili di volersi recare ad uno di questi parcheggi,
anche se non era vero e per non essere multati.
Questi garages potranno essere riconvertiti a parcheggi per i residenti, che
verseranno al gestore l'affitto mensile concordato con l' AC. Dal momento in
cui saranno stati attribuiti i posti , non sarà più indispensabile
la presenza del gestore, potendo automatizzare gli accessi, a meno che non siano
abbastanza grandi da poter essere utilizzati anche per altri scopi collettivi.
Le strade radiali dovranno essere utilizzate come percorsi obbligati per l'ingresso
e l' uscita dalle zone centrali , che verranno ad assumere la forma di spicchi.
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Ad ogni spicchio corrisponde una radiale di accesso ed una di uscita,
la stessa radiale può servire due spicchi adiacenti.
Questa soluzione libera dal traffico la zona ancora più interna delle
vie Ugo Bassi e Rizzoli e di piazza Ravegnana (due torri).
Per il resto la progettazione potrà seguire gli stessi criteri già
elencati per le zone dell'anello, salvo predisporre per il passeggio dei pedoni
delle aree molto più vaste di quelle attuali.
Il sogno di potersi sedere ad un tavolo in mezzo a via Rizzoli si potrebbe avverare,
con tanto di guadagno per i commercianti e per lo sviluppo di un turismo che
ora è sacrificato da miopia politico-commerciale.
NUCLEI FAMIGLIARI CON PIU' DI UN'AUTO - CAR SHARING
E' noto che nel territorio bolognese il numero di auto circolanti è a
livelli da record: è quindi facile che un nucleo famigliare possieda
più di un'auto.
La giunta Guazzaloca ha fatto un passo avanti stabilendo di non concedere più
di due permessi "R" a nucleo. Decisione saggia ma ancora insufficiente
per la limitata disponibilità di spazi da adibire a parcheggio che il
comune può concedere in affitto ai cittadini. Se si vuole dare alla città
storica un aspetto più presentabile occorre limitare le autorizzazioni
ad una sola. Le altre auto non avranno diritto di accesso e dovranno trovare
un'altra sistemazione. L'applicazione di questa norma potrà determinare
una variazione dell'attuale tendenza che è quella della costituzione
di veri e propri parchi macchine a disposizione di molti nuclei famigliari.
Sta prendendo piede l' organizzazione delle auto in comproprietà : un
parco auto in comproprietà per assolvere alle necessità occasionali.
Riteniamo che debba essere presa in considerazione la possibilità di
organizzare sedi di "car sharing" all'interno delle aree-parcheggio
per far fronte alle condizioni particolari nelle quali si possono trovare alcuni
nuclei famigliari.
COME RISOLVERE GLI ALTRI PROBLEMI
Mezzi di Soccorso e Pronto Intervento - In ogni strada della zona è già prevista una corsia che permette di raggiungere il posto auto privato ai residenti che ne sono provvisti. Pertanto si può determinare all' interno di ogni zona un accesso, indicato da apposita segnaletica, che permetta a questi veicoli di raggiungere senza ostacoli i luoghi d' intervento.
Il diritto degli Invalidi - Quante volte l'argomento è stato
preso a pretesto per sostenere l' impossibilità di realizzare la chiusura
del CS : "Non vorrete mica impedire agli invalidi di usare l'auto ?"
- è stato detto. Il permesso d'accesso al centro per motivi di invalidità
viene attualmente concesso "ad personam", rinnovabile di anno in anno
e non è abbinato ad una targa precisa.
Il numero di permessi per invalidità sono 2.404 (3,6%), tuttavia bisogna
fare alcune considerazioni:
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1) il 3,6 % è la percentuale rispetto al numero dei permessi, non quella
nei confronti del numero dei bolognesi, che è assai più bassa
;
2) nel CS entrano anche auto con esposizione di contrassegni rilasciati da altri
comuni. Occorre pertanto verificare se il numero citato si riferisce ai soli
contrassegni rilasciati dal comune di Bologna, che è l'ipotesi più
ovvia, oppure è il numero di quelli rilasciati da tutti i comuni della
provincia. Il contrassegno , essendo privo della targa, può dar luogo
ad abusi: chiunque potrebbe usarlo, con o senza il consenso del titolare.
Fatta questa premessa, precisiamo che lo status di invalido deve dar luogo al
massimo di agevolazioni nell'uso del mezzo privato.Dovrà quindi venir
dato libero accesso alle zone pedonali, utilizzando appositi spazi riservati
nei parcheggi per residenti, oppure dando l'accesso ai percorsi riservati ai
mezzi di soccorso e di polizia.
Medici di base - Anche ai Medici di base , per le visite ai propri pazienti, dovrà venir dato libero accesso alle zone pedonali, utilizzando i percorsi riservati ai mezzi di soccorso e di polizia.
Le necessità di alcuni commercianti - Ribadiamo il concetto
che lo status di commerciante non dà diritto ad alcun privilegio, tuttavia
esistono, all'interno della categoria, delle situazioni particolari per cui
è indispensabile raggiungere il negozio con il proprio mezzo per le operazioni
di carico e scarico.
Per questi casi particolari proponiamo che venga individuato un parcheggio riservato,
accanto al negozio; l' esatta ubicazione potrà essere concordata con
i tecnici dell' AC ed il parcheggio dovrà essere corredato da opportuni
accorgimenti perchè non contrasti con l'arredo urbano circostante.
Il transito dei mezzi commerciali - Il rifornimento delle merci attualmente
non segue regole precise. I permessi vengono concessi con eccessiva generosità
e nelle forme meno opportune per evitare abusi. La pedonalizzazione del CS richiede,
prima di tutto, che vengano stabiliti degli orari per le operazioni di carico
e scarico delle merci, fuori dagli orari di ingresso ed uscita dei bambini dalle
scuole: ad esempio prima delle 7,30 , tra le 9 e le 12.
Riteniamo che non sia opportuno che questi mezzi accedano anche dopo pranzo.
L'esatta definizione degli orari dovrà comunque essere concordata tra
l' AC e le associazioni di categoria.
Per quanto riguarda la concessione dei permessi di accesso occorre fare attenzione
al mezzo che viene utilizzato. Non più contrassegni senza l' indicazione
della targa, peraltro condizionando il rilascio solo a quei veicoli del parco
macchine con dimensioni ridotte ed alimentate a GPL, a metano o, meglio ancora,
se elettrici. Riteniamo che i punti di accesso alle zone di questi veicoli debbano
essere scelti in base alla vicinanza con i punti a maggior concentrazione di
negozi ed indicati da apposita segnaletica.
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LE NECESSITA' OCCASIONALI
Può capitare a chiunque di avere l' assoluta necessità di entrare
in CS o di entrare in una zona diversa dalla propria, usando la propria auto
(ad esempio , può nascere la necessità di trasportare un parente
anziano, mobilia o materiali pesanti per i quali l'uso del mezzo è indispensabile).
Lo stesso vale per le ditte di impiantistica in senso lato che devono raggiungere
il luogo di intervento portando con sè materiali ed attrezzi da lavoro.
Il più volte citato supplemento di perizia propone la seguente soluzione:
"La Giunta , nella disciplina degli accessi alla ZTL, individuerà
le categorie di soggetti, tra quelli di cui alla lettera C ("soggetti che
necessitano di accessi occasionali") il cui ingresso è subordinato
all' acquisizione di un titolo oneroso, il cui importo giornaliero potrà
essere compreso tra un minimo di 1 e un massimo di 10 Euro."
Proponiamo tariffe differenziate, più basse per i cittadini e più
elevate per le ditte, più basse per le zone appena dentro ai viali e
più elevate per le zone centrali, che richiedono una maggiore protezione.
L' AC dovrà quindi definire una tabella delle tariffe in base alle variabili
tempo e tipologia del fruitore.
Proponiamo anche che il biglietto venga distribuito da apposite macchine automatiche
disposte preferibilmente nelle sedi di quartiere. L'AC dovrà anche prevedere
tariffe adeguate a permessi più lunghi di qualche ora (ditte di traslochi,
ristrutturazione di appartamenti, per fare qualche esempio).
Sono tutte, come si vede, situazioni occasionali. Trasformare l'occasionalità
in permesso permanente significa favorire proprio quegli abusi che vogliamo
eliminare, per quanto è possibile.
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PARTE QUINTA :
ALCUNE PROPOSTE , A LIVELLO METROPOLITANO
IL TRASPORTO PUBBLICO (INTEGRATO) NEL CS PEDONALIZZATO
Nel corso della fase attuativa della pedonalizzazione si renderà
necessario un processo di riorganizzazione del servizio pubblico nel CS.
L' idea più semplice che raccoglie i maggiori consensi tra i cittadini,
è quella di un servizio che percorre le strade radiali, in sede protetta
posta al centro della carreggiata, perchè non vi siano ostacoli al suo
cammino.
La scelta ottimale va per i tram o le navette, che percorrano avanti e indietro
il tragitto dalla porta al centro. Il tempo di percorrenza è previsto
in pochi minuti, così da raggiungere una buona frequenza di passaggio
con un solo mezzo a disposizione per ogni tratto.
Questa è la scelta migliore; se venisse ben progettata dai tecnici, allora
dovrà essere prevista ad ogni porta una fermata di interscambio dei mezzi
provenienti dalla periferia con quelli che attraversano il centro. Certamente
dovrà venir potenziato, nell' ambito del sistema integrato SFM-ATC il
collegamento periferia-periferia, per evitare la congestione dei viali di circonvallazione
con i mezzi pubblici.
La stazione di Bologna Centrale dovrà mantenere il suo ruolo primario
di interscambio , distribuendo i capolinea tra il piazzale antistante e la via
Carracci, nell'ambito della ristrutturazione della Stazione operata dalle Ferrovie.
LA POLITICA DEI PREZZI NEL SERVIZIO DI TRASPORTO PUBBLICO
Un altro criterio efficace per trasferire quote di mobilità
dal mezzo privato al mezzo pubblico è quello della politica tariffaria.
Sappiamo che a Bologna abbiamo tariffe tra le più alte d'Italia : questo
fatto non favorisce di certo l'uso del mezzo pubblico !
Oltre a tutte le misure già descritte, occorre anche prendere in considerazione
una politica di generali ribassi del costo del servizio. Non è detto
che questa politica porti ad un passivo nel bilancio dell' Azienda , perchè
le riduzioni tariffarie verranno in buona parte compensate dall'aumento del
numero dei passeggeri. Se poi si ragiona in termini di costi per la collettività,
allora occorre mettere in conto anche la riduzione dei costi sociali a livello
sanitario e in termini di decongestione del traffico, conseguenti all' uso generalizzato
del mezzo pubblico.
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Proponiamo le seguenti misure in ordine di importanza :
1) riduzione sensibile (mediamente del 50 %) del prezzo degli abbonamenti per
studenti, lavoratori e pensionati ;
2) accesso gratuito al servizio all'interno del CS, per muoversi velocemente
all'interno delle vecchie mura, molto più di ora ;
3) dimezzamento del costo del biglietto insieme alla sua validità temporale
(biglietto da 1,00 a 0,50 Euro con validità per mezz'ora).
LE PISTE CICLABILI
Vogliamo segnalare un'opinione molto diffusa tra i cittadini e da
noi condivisa , secondo cui la circolazione delle bici non è compatibile
con quella dei mezzi a motore, a tutto svantaggio dei ciclisti, non solo per
il pericolo di essere investiti, ma anche per aver sotto il naso gli scarichi
in una condizione di maggiore necessità di ossigeno a causa dello sforzo
muscolare.
Quindi, in conclusione , non si possono formulare, a nome dei cittadini, le
richieste di piste ciclabili, senza che vengano accompagnate da precise condizioni.
Per le piste centro-periferia si può prendere ad esempio la Bologna-S.Lazzaro,
già descritta in questo documento, come pista pilota. Altrettanto per
le piste periferia-periferia, disposte a semianelli concentrici tra i viali
e la tangenziale.
Il sistema di piste in centro storico è , per noi, strettamente dipendente
dal processo di pedonalizzazione che, tra l'altro, semplifica notevolmente il
compito dell' AC di individuare percorsi comodi e collegati tra loro.
D'altra parte occorre far presente a chi non è d' accordo con noi per
pedonalizzare il CS e tuttavia chiede, a nome dei cittadini, la costruzione
di piste ciclabili in CS, che non può fare a meno di accompagnare la
richiesta con la pedonalizzazione, come minimo, del percorso in cui esse si
sviluppano.
In sintesi: stradine per i ciclisti, portici e piazze per i pedoni.
Noi pensiamo che l'intervento prioritario sia quello di costituire i collegamenti
centro-periferia mentre il centro viene pedonalizzato. Per il tracciato di queste
piste esistono progetti che qualche quartiere ha preparato, e che non può
mettere in opera per mancanza delle disponibilità finanziarie.
Al contrario, l'attuale AC ha dipinto chilometri di piste sui marciapiedi di
alcune strade e stradoni ad intenso traffico.
Il sistema di piste ciclabili in periferia costituito dalle radiali (sull'esempio
della pista Bologna-S.Lazzaro), e dalle circolari (di cui non abbiamo esempi
da portare), che insieme formano una rete con molti punti di intersezione, dovrà
privilegiare l' attraversamento di zone ad alta densità di abitanti,
che sono le prime ad essere interessate a provvedimenti di regolazione e riduzione
drastica del traffico (ZTL e pedonalizzazioni in periferia).
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Per quanto riguarda le piste nel territorio del CS, occorre individuare
percorsi alternativi alle radiali , che saranno soggette al transito dei mezzi
pubblici, dei residenti autorizzati e degli altri veicoli con permessi fissi
o temporanei.
L'opera di pedonalizzazione delle zone del CS, da' all' AC ampie possibilità
di scelta, individuando i percorsi più comodi e suggestivi, per rendere
ancor più competitivo l'uso della bici rispetto agli altri mezzi di trasporto
privato.
LE FIGURE PER L'ORGANIZZAZIONE DELLA MOBILITA'
1) MOBILITY MANAGER nelle imprese pubbliche e private.
Questa figura nasce dalla necessità di ridurre le emissioni in atmosfera
di anidride carbonica, principale responsabile dell'effetto serra, che i paesi
europei si sono formalmente impegnati a rispettare, ognuno per la sua quota.
Essa è prevista per le aziende medio-grandi, a partire da quelle con
almeno 300 dipendenti.
Non conosciamo con precisione i compiti che vengono affidati al Mobility Manager,
tuttavia presumiamo che il suo primo obiettivo sia quello di creare le condizioni
più favorevoli per l' uso del mezzo pubblico tra i dipendenti nel percorso
casa-lavoro. In secondo luogo crediamo che lo stesso debba assumersi il compito
di organizzare forme di uso collettivo del mezzo privato ("car pooling"
).
Crediamo pure che il mobility manager possa essere incaricato in forma collettiva
tra imprese di minori dimensioni localizzate nella stessa area industriale e
crediamo che l' impresa di maggiori dimensioni possa coinvolgere, nell'organizzazione
della mobilità, anche imprese "satelliti" vicine, di più
piccole dimensioni.
L' esigenza di ridurre le emissioni di anidride carbonica e di contenere il
consumo energetico, si sposa con l'esigenza di favorire la mobilità riducendo
il numero di veicoli in circolazione.
2) FIGURA OBIETTIVO MOBILITA' negli Istituti Medi Superiori.
Proponiamo che i collegi dei docenti delle scuole medie superiori ubicate nel
CS, eleggano una "figura obiettivo" mobilità , con le stesse
funzioni del mobility manager, per regolare la mobilità degli studenti
nel percorso casa-scuola.
Si è diffusa in modo preoccupante tra gli studenti l'abitudine di usare
il mezzo a due ruote che i provvedimenti di limitazione (dalle 9,30 alle12,30),
non riescono a contenere perchè cadono in orario scolastico. Occorre
stabilire la regola per cui è autorizzato a raggiungere la scuola con
il proprio motore solo chi si trova nell'impossibilità di utilizzare
un altro mezzo (pubblico o bici) per arrivare all'edificio scolastico in tempo
utile.
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Il docente , incaricato ad esaminare le situazioni particolari, caso per caso,
dovrà avere l' autorità di prendere i necessari provvedimenti,
in base ad un accordo con i vigili urbani e le istituzioni di quartiere o comunali.
L' ufficio mobilità del comune dovrà attivarsi per fornire ai
docenti incaricati gli strumenti per svolgere il compito nel migliore dei modi
seguendo precise indicazioni metodologiche.
LA RIEDUCAZIONE AL RISPETTO DELLE REGOLE DEL CdS
La pedonalizzazione del CS è un'ottima occasione da non perdere
per determinare l' auspicata inversione di tendenza al processo, che sembra
inarrestabile, della sempre più generalizzata trasgressione alle regole
del CdS.
La difesa puntuale delle zone pedonalizzate da parte delle autorità,
con la fattiva collaborazione della cittadinanza, può dare l' avvio ad
un processo di ripresa di atteggiamenti positivi nel rispetto della civile convivenza.
Essere alla guida di un mezzo potente porta all'esaltazione di atteggiamenti
di disprezzo ed intolleranza nei confronti degli utenti più deboli. Non
è sfuggito a nessuno il tono offensivo ed arrogante di chi viene ripreso
in stato di infrazione, nei confronti di chi si trova a rischio di essere investito.
Una buona AC deve far fronte a queste situazioni, cercando di sfruttare tutte
le occasioni e le possibilità, per raddrizzare una situazione assai compromessa.
Anche per raggiungere questi obiettivi occorrono segnali forti, il primo dei
quali può essere quello del controllo puntuale del rispetto delle zone
pedonali, appena vengono costituite.
L' AC ha il dovere di proseguire in questa operazione , stabilendo quali sono,
nell'ordine, le infrazioni più comuni e più pericolose per l'
incolumità dei cittadini. A partire dall'infrazione che viene considerata
più grave, dovrà essere messa in programma una campagna d' informazione
e dissuasione che annuncia capillari controlli e multe ai trasgressori.
Il successo di questa prima campagna di educazione stradale, servirà
da stimolo per proseguire , eliminando , per le infrazioni più gravi,
la comune e consolidata convinzione : "tanto così fan tutti".
IL NODO TANGENZIALE-AUTOSTRADA
Bologna ha una posizione geografica che l' ha portata ad essere un
nodo ferroviario ed autostradale obbligato: passano infatti per Bologna le più
importanti arterie di collegamento tra il Nord ed il Centro-Sud d'Italia.
E così noi ci troviamo accerchiati da un forte flusso di traffico.
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Il problema può essere affrontato a livello generale, trasferendo
sulle ferrovie una quota importante del movimento delle merci e delle persone,
come dovrebbe essere in un paese che si dice civilizzato. L' obiettivo, pur
essendo valido, sfugge alla nostra capacità d'iniziativa perchè
riguarda scelte che vengono fatte a livello nazionale.
Più direttamente siamo invece coinvolti sul problema del passaggio della
autostrada all' interno del percorso della tangenziale.
L' argomento ha accentrato in modo quasi esclusivo il dibattito tra i partiti,
le associazioni ambientaliste e gli urbanisti bolognesi ; sono state formulate
diverse proposte che qui proviamo a riassumere.
Noi non abbiamo la pretesa di elaborarne una nuova: cerchiamo piuttosto di esaminare
quelle già pronte, senza preconcetti, giudicando pregi e difetti di ciascuna.
Nel corso del nostro dibattito potremo poi decidere quali sono condivise e quali
no.
1) Banalizzazione: è quella più economica (per lo stato
ovvero Autostrade SpA e per gli utenti). Questa proposta riduce al minimo i
disagi nel corso dei lavori di adattamento perchè richiede solo l'abbattimento
dello spartitraffico tra autostrada e tangenziale ed alcuni più impegnativi
interventi in alcuni tratti intermedi. Si avrebbe così un unico percorso,
gratuito per tutti, a quattro corsie per ogni senso di marcia. Risolverebbe il problema della congestione,
perchè le due strade hanno flussi di traffico sfasati.
A questo proposito il PUT precisa (pag. 49) : "Rispetto a tale ipotesi
rimangono alcune perplessità legate a possibili problemi di progressiva
saturazione del tratto autostradale, la cui efficienza non può essere
sistematicamente compromessa.
Condizioni congestionate quali quelle della tangenziale comportano infatti l'
esistenza di quote di domanda potenziale inespressa, che verrebbe ad aggiungersi
ai flussi attuali transitanti sul corridoio in conseguenza all'aumento delle
prestazioni del sistema, sino a riassorbirle rapidamente."
2) Ticket in tangenziale: e' la proposta più economica, ma non
per gli utenti. Essa richiede di attivare un sistema di pedaggi dagli ingressi
alle uscite della tangenziale. In questo modo si pensa di costringere i mezzi
provenienti dalle autostrade a non uscire sulla tangenziale, accorgimento adottato
da molti per non pagare la tariffa nell'attraversamento di Bologna.
Il PUT prosegue con quest'osservazione: "Sembrano invece maggiormente coerenti,
sia con gli obiettivi generali proposti dal PUT che con le linee strategiche
di gestione della mobilità, interventi basati non sull' espansione dell'
offerta ma sul controllo della domanda, ad esempio valutando gli effetti di
manovre tariffarie applicate sia alla tangenziale che al tratto urbano del sistema
autostradale."
Un'altra proposta è quella di applicare un pedaggio in tangenziale solo
a chi proviene dall'autostrada, per evitare l'operazione furbesca detta prima.
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3) Tunnel autostradale sotto la tangenziale : è la proposta
che trovava il consenso, fino a qualche mese fa, della Regione e del comune
di Bologna.
Consiste nello scavo sotto il tratto attuale della tangenziale di un tunnel,
attraverso il quale convogliare il traffico autostradale, lasciando tutte le
corsie in superficie, per la tangenziale.
E' un' operazione costosissima che per di più porterebbe a disagi al
traffico per lunghi periodi di tempo, nel corso dei lavori.
La Provincia è riuscita nella sua battaglia dialettica a convincere le
altre istituzioni ad abbandonare il progetto, fornendo un' altra proposta.
4) Spostamento dell'autostrada lungo la SP3 (trasversale di pianura)
Fortemente voluta dalla Provincia , è riuscita a prevalere rispetto alla
proposta "tunnel" sponsorizzata da Comune e Regione. Consiste nel
by-passare il nodo di Bologna, deviando a nord il traffico autostradale, lungo
il percorso della tangenziale di pianura.
Stando alle notizie frammentarie raccolte, questo arco di autostrada dovrebbe
collegare la A14, all'altezza di Castel S.Pietro, con la A1 poco dopo Bologna
(Lavino?), incrociando a nord la A13. Chi proviene da Rimini e deve prendere
la direzione Milano , dovrà percorrere 10-15 chilometri in più
per evitare l' intasamento del nodo di Bologna, ma chi prende la direzione di
Padova avrà il percorso abbreviato. Il collegamento autostradale con
Firenze
obbligherà a girare tutt' attorno a Bologna, per potersi immettere sulla
A1 in direzione sud.
Il vantaggio evidente di quest' opera è di liberare Bologna da una parte
consistente del traffico di passaggio, che verrebbe trasferito sui comuni disposti
lungo il percorso della trasversale di pianura. Sarebbe quindi opportuno valutare
anche per essi vantaggi e svantaggi.
E' ovvio che gli svantaggi sono gli stessi che tuttora pesano su Bologna, insieme
ad una lunga striscia di territorio che da campagna si trasforma in colata di
cemento ed asfalto.
C'è anche chi sottolinea l'aspetto sbagliato di una politica a favore
della mobilità privata,ambientalmente insostenibile, che viene alimentata
dalla costruzione di nuove strade.
Anche su questo tema occorre pronunciarsi.
CONSIDERAZIONI FINALI SULLE PROPOSTE "METROPOLITANE"
Molte altre valide proposte, che qui non illustriamo, sono emerse negli
ultimi anni nel tentativo di contrastare gli effetti negativi della mobilità.
Per esse vale un giudizio già espresso all'inizio del documento. Esse
richiedono tanto tempo, tanto denaro, controlli assai complessi e non sempre possibili
perchè troppo impegnativi. Tuttavia, anche se la loro messa in opera
fosse realizzata al 100%, i risultati sarebbero sempre assai modesti rispetto
alle necessità richieste dal grave stato di salute della mobilità
bolognese.
Vale la pena proseguire in questa lunga opera dilatoria?
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Perchè non si decidono a prendere il "toro per le corna" e
ad andare diritti alla soluzione più efficace, quella indicata dai cittadini
fin dall' 84 ?
Ma questo è un "tabù" per i partiti che si sono succeduti
al governo della città !
CONCLUSIONI - PERCHE' QUESTO DOCUMENTO
Il documento è stato scritto per tentare di inserire il tema
pedonalizzazione del CS nell'agenda delle cose urgenti da fare per la città.
Abbiamo letto e udito dichiarazioni di alcuni esponenti politici a favore del
provvedimento, tuttavia abbiamo dovuto constatare che si tratta solo di uscite
estemporanee, dettate da chissà quali motivazioni, perchè poi
ad esse non è mai seguita una proposta precisa.
La pedonalizzazione del CS, come emerge anche da questo documento, può
essere realizzata in modi diversi, occorre invece trovare la forma migliore
che, ripetiamo, è facile che non sia la nostra.
Il documento vuole rilanciare l'obiettivo dell'Associazione non come fosse un
"pallino fisso", ma corredandola di una proposta, un progetto preciso
ed abbastanza dettagliato con il quale speriamo che i cittadini , le altre associazioni
ed infine i partiti si vogliano confrontare.
E' infatti deprimente, ma anche significativo della situazione attuale, che
debbano essere i cittadini a farsi carico di formulare progetti, compito spettante
ai partiti. Questa constatazione ci fa capire che per i partiti la pedonalizzazione
non viene ritenuta una fonte di voti, mentre sono altri gli impegni che vengono
messi ai primi posti.
Qualche barlume di speranza tuttavia si è acceso: il segretario cittadino,
non un semplice esponente, di un partito nostrano, si è ufficialmente
dichiarato a favore, in una pubblica assemblea. Anche in questo caso non è
stata fatta una proposta precisa, pertanto restiamo sempre e solo noi ad andare
avanti nel complesso lavoro di elaborazione di un progetto.
Il documento è rivolto, prima di tutto, agli iscritti all'Associazione Iperput, che sono invitati a dare un contributo concreto e costruttivo, inviando non solo dei commenti, ma anche proposte di aggiunte e di cancellature per renderlo più aderente alle aspettative di tutti i cittadini sensibili ai problemi della città.
Bologna : 22 ottobre 2002
(Bozza di documento proposto da Pietro Tagliati Tel. 051 390720)
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Tagliati Pietro Via S.Stefano 126 40125 BO
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