DOCUMENTO-VERBALE della riunione di Sabato 7/12 a Legambiente.
1) PREMESSA
Si è costituito, in data 7/12/02 il GRUPPO di LAVORO sulla pedonalizzazione
del
Centro Storico (C.S.), al quale erano presenti le seguenti organizzazioni :
LEGAMBIENTE (ospitante)
ASSOCIAZIONE IPERPUT (promuovente)
COMITATO CITTADINI INDIPENDENTI (primo comitato aderente)
COMMISSIONE AMBIENTE PRC (primo partito cittadino aderente)
SEZIONE 150 (DS) (prima sezione aderente)
Altre organizzazioni hanno manifestato la propria disponibilità, ma,
per diversi motivi, non hanno potuto partecipare. Verrà loro proposto
questo documento che potrà essere sottoposto a discussione via e-mail
oppure nel corso della seconda riunione,prevista per fine febbraio. Prima di
questa scadenza è in programma un incontro con i tecnici imolesi che
hanno progettato la pedonalizzazione del loro centro storico, che serve per
raccogliere indicazioni utili a risolvere quelle difficoltà , di carattere
tecnico-politico, che siamo certi di incontrare anche noi.
Un invito particolare viene rivolto ai comitati cittadini, per stimolarli ad
un ruolo
propositivo nel definire un assetto della zona in cui operano e risiedono.
2) OBIETTIVI
Il GRUPPO di LAVORO si pone i seguenti obiettivi :
- ripristinare le condizioni di vivibilità ,
- invertire il processo di fuga dal C.S. dei residenti,
- valorizzare il patrimonio artistico e monumentale.
Il raggiungimento di questi obiettivi richiede, in primo luogo, una riorganizzazione
della
mobilità su tutto il territorio metropolitano.
Pertanto, il Progetto di Pedonalizzazione del C. S. si deve integrare con il
piano
più generale, (che è già stato definito) , di potenziamento e di razionalizzazione
del
sistema di
trasporto pubblico, perchè il successo di ciascuno dei due è strettamente
legato a
quello
dell'altro.
La necessità di inserire un Progetto di Pedonalizzazione del Centro Storico
all'interno
del piano sulla mobilità , richiede uno straordinario impegno di programmazione,
che
va
al di là dell'orizzonte di un singolo comitato. Però riteniamo
che un comitato possa
fornire indicazioni precise sull'organizzazione degli spazi all'interno della zona
in cui
è attivo
e possa raccogliere ulteriori consensi se si adopera per risolvere i gravi e
cronici
problemi di cui Bologna soffre da tempo. Ogni comitato, se vuole essere vincente,
deve
proporre soluzioni valide ed efficaci, non limitarsi alla sola protesta. Non si
vuole
dire, con
questo, che la protesta debba passare in secondo piano, ma essa deve essere
corredata
da
una soluzione alternativa, una valida ed efficace controproposta che nemmeno
i
partiti, da
un pò di tempo non sono stati in grado di formulare.
Il compito sovrumano che ci attende, quello di proporre una riorganizzazione
della
mobilità e di governo dell'urbanistica, su cui sono mancati i partiti che
hanno
governato la
città, nonostante le precise indicazioni avute dai seguenti fatti :
- il pronunciamento al referendum dell '84 ;
- la sentenza del Tribunale di Bologna in data 21 /07 / 2001
- l'esigenza di rientrare nei parametri sempre più restrittivi della
Direttiva Europea sul
livello di concentrazione degli inquinanti in atmosfera ;
- l'abbassamento sempre più evidente della vivibilità ;
richiede la ricerca di una soluzione che non può essere la solita ed
inconcludente lista di
obiettivi o di idee "geniali" che sommate tra loro porterebbero alla
meta.
Non è così, l'esperienza Vitali lo ha dimostrato, che la gestione
della mobilità non può essere affrontata per approssimazioni successive,
ma con un piano che stabilisca con razionalità quali sono gli spazi da
destinare alla vita sociale e quali, al contrario, da adibire al transito ed
alla sosta dei veicoli privati. Attualmente quasi ogni angolo di città
è soggetto alla destinazione numero 2, mentre tutta la città soffre
per mancanza di spazi alternativi.
La disaffezione dei cittadini alla politica è in gran parte determinata
dalla sostanziale uniformità dei due schieramenti partitici nell'approccio al problema della
vivibilità-salute.
Entrambi, infatti, puntano a trasferire ai privati le proprie competenze nella
gestione della urbanistica cittadina, limitandosi ad una funzione di controllo
leggero, impalpabile (meno Stato, più privato). Entrambi forniscono soluzioni
parziali per il risanamento del Centro Storico, proponendo soluzioni di limitata
efficacia (da una parte i week-end, dall'altra SIRIO), contornandole di una
serie di buoni propositi senza costrutto logico.
Ribadiamo quindi la necessità di un rilancio della politica, utilizzando
lo strumento della programmazione a largo respiro, per un governo della città
che non sia quello dello spettatore che in taluni casi applaude ed in altri
fischia, ma dell'attore-regista che sappia indirizzare la società alla
soluzione dei suoi gravi problemi, in particolare quelli ambientali.
3) LE LINEE GENERALI DEL PROGETTO
Un progetto di pedonalizzazione dovrà avere la caratteristica di essere :
- EFFICACE per la soluzione dei problemi (già descritti).
- PRATICABILE per poter essere attuato.
- CONDIVISO dai cittadini, per garantirne il successo.
Vengono individuate le seguenti linee di orientamento per favorire il rilancio della capacità progettuale dei comitati cittadini, per un progetto condiviso :
- stretta regolamentazione del traffico privato
- sviluppo privilegiato del trasporto pubblico
- regolamentazione ferrea dei flussi merci.
Nella sua attuazione pratica,il primo problema da risolvere è quello
del diritto di transito e di parcheggio dei residenti in C.S. Perchè
lo status di residente comporti il minimo impatto sull'inquinamento dell'aria
e sugli spazi, occorre che il C.S.venga suddiviso in zone, in ciascuna delle
quali possa accedere solo chi vi risiede.
A titolo indicativo, tra due strade radiali adiacenti, gli spicchi, individuano
due zone, una più esterna, alla quale si accede dai viali ed una più
interna che ha un percorso obbligato su queste radiali , una per l'ingresso
e l'altra per l'uscita.
All' interno di ciascuna zona i cittadini individuano una o più aree
destinate al parcheggio delle auto dei residenti, una per ciascun nucleo famigliare
privo di posto auto privato.
E' possibile soddisfare il bisogno occasionale di una seconda auto organizzando
un servizio di car-sharing all'interno dell'area-parcheggio, dove sarà
possibile anche costituire un servizio di custodia e noleggio bici e dotazioni
di auto elettriche per portare i pesi dal parcheggio fin sotto casa. In sintesi
: aree-parcheggio=centri per la mobilità.
Sono stati presi in esame possibili destinazioni di aree-parcheggio che qui
non stiamo ad elencare perchè dovranno essere definite ed approvate dai
cittadini interessati, tuttavia abbiamo esaminato il progetto di pedonalizzazione
della zona Orfeo proposto in ottobre del 2001 dall'Associazione IperPUT. Alcune
delle soluzioni proposte sono discutibili, tuttavia esprimono una proposta organica
per la zona interessata.
Ribadiamo che una proposta d'assetto di qualunque zona, per essere avallata,
dovrà essere proposta ed approvata dai cittadini residenti, a seguito
di una estesa consultazione.
4) CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
A) NOTE del COMITATO CITTADINI INDIPENDENTI
- pedonalizzazione più ampia, con chiusura al traffico di alcune vie
del centro fino
alle
varie porte :
* chiusura di Strada Maggiore - fino alla porta
* chiusura di via S.Vitale - fino alla porta
- circolazione limitata ai soli residenti e ad alcuni pass di necessità
in via Ugo
Bassi,
Indipendenza e S.Felice.
- chiusure al traffico SABATO e DOMENICA.
- permessi per le attività di carico e scarico in determinate ore con
fascie da
stabilirsi.
- scomparsa dei bus lunghi, ma solo mini navette.
Adriana Palleni (presidente)
B) CONTRIBUTO DELL'IPERPUT AL GRUPPOdiLAVORO
L'esito positivo dell'azione legale e dell'opera di sensibilizzazione tra i cittadini sugli effetti dell' inquinamento atmosferico sulla salute , portano in modo naturale a perseguire l'obiettivo della pedonalizzazione del centro storico, che è anche una scelta obbligata, se si vuole essere coerenti con le azioni di protesta che abbiamo organizzato per due anni.
C) CONTRIBUTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE PRC
Una citta' senza smog.
Due cose non si devono fare: tentare di risolvere i problemi di traffico con
nuove strade e provvedimenti tampone per cercare di tenere sotto i limiti di
legge gli inquinanti ad esso legati. Due sono altresi' i provvedimenti base
per liberare la nostra citta' dalla morte da traffico: un deciso sviluppo della
rete di mobilita' pubblica e concomitanti decise limitazioni per ampie aree
del traffico privato.
Intanto la scala degli interventi deve riguardare l' intera area metropolitana
sia
per
una adeguata offerta di mobilita' pubblica che nelle limitazioni al traffico
veicolare.
Parliamo quindi di chiusure dei centri storici e di pedonalizzazioni diffuse
anche
nei
comuni della cintura.
Il sistema cardinale della mobilita' deve essere il sistema ferroviario metropolitano
che deve avere priorita' negli investimenti e nei tempi di realizzazione facendolo
uscire dalla condizione di progetto secondario al quale affidare in tempi remoti
solo una quota del pendolarismo.
Tutte le stazioni del sistema ferroviario devono essere servite dalla rete autobussi
stica per permettere il raggiungimento di tutte le destinazioni metropolitane
in tempi competitivi. Sugli assi primari cittadini, est-ovest e nord-sud, il
servizio dovra' essere fornito dal tram.
Non e' pensabile che un sistema impegnativo di trasporto pubblico si possa
reggere senza consistenti limitazioni al traffico privato.
Il Centro Storico e le aree di qualificazione ambientali dei quartieri devono
essere sottoposte ad un regolamento fortemente restrittivo della mobilita' privata.
Entro queste aree e in corrispondenza di parchi, zone di cura o zone di pregio
artistico, si deve procedere a vere e proprie pedonalizzazioni accompagnate
da interventi di qualificazione commerciale e culturale.
Uno spazio pedonalizzato deve essere uno spazio di uso plurimo (a parte il traffico
veicolare tradizionale), di piena frequentazione su un ampio intervallo di orari
che evitino ogni forma di degrado.
Per questo, entro una pianificazione generale e un regolamento comune, le limitazioni
del traffico e la individuazione delle aree di completa pedonalizzazione devono
scaturire dalla discussione dei cittadini interessati e le soluzioni essere
approvate anche attraverso specifici referendum.
Il rispetto dei limiti di salubrita' non puo' essere condizionato a decisione
ma comportare interventi esecutivi da parte della pubblica amministrazione.
Per ultimo i tempi e le modalita' di attuazione del progetto.
Non si puo' continuare a dire ai bolognesi di sopportare il disagio dello smog
in attesa che grandi opere producano un futuro (quando?) migliore. Meglio partire
da forti limitazioni sulla mobilita' ed affidare la risoluzione ai problemi
di mobilita' alle opere strutturali. Un po' ci si adattera' e , siamo convinti,
il tempo da aspettare per tram e treni sara' piu' breve.
Carlo Lari - responsabile ambiente PRC