Bologna 2004 - Documento Programmatico sul Governo del
Territorio.
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III.12. Sempre riguardo a Bologna, a 20 anni dal referendum
sulla chiusura del centro storico di Bologna e' doveroso
affermare che la decisione di chiusura al traffico privato è
stata già stata presa dai cittadini e spetta quindi all'
amministrazione cittadina solo la sua attuazione. Il livello
di inquinamento raggiunto ci spinge a ritenere che una pura
riproposizione di limiti al traffico, anche se rispettati,
non eviterebbe continui sforamenti delle soglie di rischio e
ci costringerebbe a ripetute e improvvise chiusure per
rispettare la legge. Meglio allora un progetto complessivo e
stabile di chiusura al traffico e pedonalizzazione del centro,
che punti sia a ripristinare il diritto alla salute sia a
riqualificare una zona bellissima della nostra città, che
deve tornare ad essere un salotto porticato dove i bolognesi
possono passeggiare, conversare, fare acquisti al riparo
dall'inquinamento acustico ed atmosferico.
Questo progetto deve comprendere: una estesa pedonalizzazione
della parte più interna del centro storico e di aree
significative fino ai viali;
un'area di chiusura con accesso ai soli residenti (con
percorsi regolamentati) ed ai mezzi pubblici, che dovranno
avere tecnologie pulite e silenziose, ed essere accessibili
ad anziani e portatori di handicap; una fascia di forte
limitazione al traffico che tuteli le aree più interne e
permetta pedonalizzazioni anche esterne al centro; una
serie di servizi di mobilità alternativa utile anche per chi
avesse il diritto all'uso dell'auto in centro;
la possibilità di parcheggio non sulle sedi stradali;
una flotta specifica di mezzi elettrici per i rifornimenti
degli esercizi commerciali.
Infine la regolamentazione degli accessi e dei flussi di
traffico dovrà mettere ampiamente a frutto le possibilità
offerte dalla attuali tecnologie telematiche, anche per
eventuali ticket a pagamento.
III.13. I parcheggi di cui la città ha bisogno andranno
realizzati il più possibile al di fuori del centro storico,
per evitare di richiamarvi più auto, in corrispondenza con
i punti di scambio intermodale (stazione ferroviaria,
stazioni del SFM, fermate del tram), con il duplice
obiettivo di limitare le auto circolanti (non solo nel
centro storico, ma in tutto il tessuto urbano, in
particolare lungo le principali direttrici stradali), e di
riconquistare all'uso dei cittadini lo spazio oggi occupato
dalle auto in sosta.
III.14. Grazie allo spazio così liberato, sarà possibile
realizzare una rete di corridoi pedonali e ciclabili protetti,
ove possibile accompagnati dal verde. In questo modo non solo
si offrono alternative alla mobilità automobilistica, ma si
riattivano pure opportunità di socialità, di incontro, di
relazioni che irrobustiscono il tessuto sociale e danno senso
alla cittadinanza, per costruire una "città gentile", a misura
di bambino, di anziano, di portatore di handicap.
Contestualmente, per dare prima attuazione all'obiettivo di
cui al punto II.6, occorre avviare un "Piano del verde" non
solo decorativo o residuale, ma centrale rispetto alla
destinazione dei nuovi comparti soggetti a trasformazione
(aree militari, aree ferroviarie, ex mercato, ecc).
Sarà utile pensare a qualche incentivo al verde privato
(oggi se hai un cortile ti conviene pavimentarlo piuttosto
che metterci due alberi, che costano di manutenzione) e
alla valorizzazione culturale e territoriale delle attività
agricole prossime ai centri urbani.
III.15. Infine, facciamo nostre tre indicazioni a livello di
uffici tecnici: incentivare l'edilizia sostenibile (con
tecnologie che favoriscono il risparmio e il riutilizzo delle
risorse), premiare la qualità architettonica (intesa come
identità dei luoghi e valorizzazione della tradizione formale
del territorio) e valutare ogni intervento anche sotto il
profilo della coesione sociale (rispetto al quale sia i
palazzoni che le villette a schiera sono meno idonee rispetto
alle residenze raggruppate intorno a cortili interni e comuni).
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Bologna, 16 dicembre 2003
Sottoscritto da:
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...................(tutti i partiti presenti al tavolo)

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