CARTA DI IDENTITÀ

Nome: Associazione IperPUT
Nasce il: 1 febbraio 2001
Presidente: Pietro Tagliati
Soci e sostenitori: quasi 100 i soci, 250-300 i sostenitori
Sede: Via S.Stefano 126
Telefono: 051-390720
Sito web: www.iperput.org
E-mail: iperput@libero.it
Forum.IperPUT: http://it.groups.yahoo.com/group/forum-iperput
Infostampa: http://it.groups.yahoo.com/group/infostampa

La storia dell’associazione
L’Associazione IperPUT è nata in forma di comitato “IperPUT Santo Stefano” il 10 settembre del 1996 alla conclusione di una infuocata assemblea, indetta dall’Amministrazione Comunale del sindaco Walter Vitali, per illustrare ai cittadini del Quartiere Santo Stefano il PUT (Piano Urbano del Traffico). Il Comitato era composto in origine da una decina di persone, lavoratori e pensionati, che si unirono da subito alla lotta del Comitato SuperPUT del Quartiere San Vitale, che promuoveva una raccolta di firme per pedonalizzare piazza Aldrovandi, come protesta contro la pessima qualità dell’aria del centro storico. L’1 febbraio 2001 il Comitato decise di costituirsi in Associazione Cittadina.

Le finalità
Il nome IperPUT sta ad indicare l’obiettivo che il comitato si è posto fin dall’inizio della sua attività: ricordare ai partiti che nel 1984 si è svolto un referendum cittadino che ha sancito la volontà dei bolognesi di chiudere al traffico il centro storico di Bologna. Il Piano del Traffico elaborato dal sindaco Vitali, condiviso nei suoi principi ispiratori e nel sistema di riorganizzazione e potenziamento del sistema di trasporto pubblico, evidenziava però per il comitato una carenza grave: la mancanza di un progetto per il centro storico che tenesse conto del responso del referendum del 1984.

Le attività
La prima azione fu la raccolta di 400 firme nel Quartiere Santo Stefano, nel 1996, per richiedere la pedonalizzazione di piazza Aldrovandi. Queste firme si unirono alle 1000 del Comitato SuperPUT che si sciolse non appena la richiesta fu accolta. IperPUT invece continuò la propria attività di studio per avanzare proposte per pedonalizzare il centro storico.
Nel 2000 il Comitato diede inizio, assieme ad altri comitati antismog, alla battaglia legale contro l’Amministrazione Guazzaloca, accusata di non prendere i necessari provvedimenti di limitazione del traffico per salvaguardare la salute dei cittadini. Nel corso dell’azione legale il Comitato raccolse anche 1300 firme in tutta la città per dare voce alla richiesta dei cittadini di ripristinare la legalità nelle strade.
Sempre nel 2000, ad ottobre, fu costituito, anche grazie a Iperput, il "Comitato Orfeo Pedonale", il cui obiettivo era la pedonalizzazione della zona di via Orfeo. Questo Comitato ha elaborato una bozza di progetto, che ha come punto centrale l'utilizzo del piazzale della Caserma Masini come parcheggio per i residenti della zona, privi di posto auto di proprietà. Inoltre è stata presentata una bozza di progetto per la messa in sicurezza delle strade circostanti perché i bambini possano recarsi a piedi alla loro scuola.
Nel 2001 la neonata Associazione IperPUT diede vita ad una rete informativa di discussione con i cittadini, il Forum-IperPUT, e in seguito ad una mailing list, Infostampa, dedicata ai giornalisti interessati alle comuni iniziative dei comitati contro il traffico e lo smog.
L’anno successivo l’Associazione ha contribuito alla creazione del Comitato “Salviamo i Giardini Margherita” (che ha ottenuto la rimozione della mongolfiera panoramica dal parco) e del Comitato “Orti di Orfeo” (nato dalle ceneri del Comitato Orfeo Pedonale) che difende l’orto storico minacciato da un parcheggio.

Battaglie vinte
- La pedonalizzazione di piazza Aldrovandi, dopo la raccolta firme del 1996. La piazza però fu purtroppo utilizzata come parcheggio serale per le auto e le moto.
- La difesa dell’area pedonale sulla superficie di piazza Carducci, che il Comune voleva trasformare in un parcheggio scambiatore (furono raccolte 1600 firme). In quell’occasione sono state contrastate con successo anche le richieste del Quartiere S. Stefano che voleva utilizzare l’area come parcheggio per i genitori che portavano i bambini alle scuole elementari Carducci.
- L’introduzione dei “Weekend senz’auto”, da parte dell’Amministrazione Guazzaloca, è stata salutata da IperPUT come la positiva conseguenza della pressione dell’opinione pubblica e di una sentenza del Tribunale, che condannava il sindaco a prendere provvedimenti contro lo smog.

Battaglie in corso
- Continua la sua attività il gruppo di lavoro per la pedonalizzazione del centro storico, frutto della collaborazione tra alcune associazioni e partiti. Di recente sono state realizzate le linee generali di un progetto che l'associazione definisce “efficace”, “realizzabile” e “condiviso dai cittadini”.
- La battaglia legale contro l’Amministrazione deve ancora arrivare a una sentenza definitiva.

LE PROPOSTE PER LA CITTÀ

Risponde il presidente dell’associazione, Pietro Tagliati

Voglio una Bologna più…
Più vivibile. È questo l’unico aggettivo che descrive la città che vorremmo. Una Bologna dove non ci sia più traffico incontrollato nel centro storico, dove gli spazi lungo le strade non siano occupati dai veicoli privati. Ci piacerebbe una città con meno rumori e senza le vibrazioni che mettono in pericolo la stabilità dei vecchi edifici del centro. Le strade strette non sono indicate infatti per i mezzi pesanti, sia quelli del trasporto merci che gli autobus di grandi dimensioni. Infine vorremmo che il centro fosse più vivibile grazie a una maggiore vigilanza contro la microcriminalità: non solo le forze dell’ordine dovrebbero vigilare ma anche i cittadini dovrebbero recuperare quel senso civico e quell’attenzione che permette a tutti di essere più sicuri.

Un consiglio per una Bologna più…
L’obiettivo principale della nostra associazione è la chiusura del centro storico alle auto, anche se non si deve pensare che vorremmo mettere le sbarre alle porte e non fare entrare nessuno indiscriminatamente.
Il nostro gruppo di lavoro ha elaborato in questi anni delle possibili soluzioni per rendere davvero più vivibile il centro.

Innanzitutto abbiamo individuato alcune aree, lungo i viali di circonvallazione, dove si potrebbero creare dei parcheggi per i residenti che non possiedono un proprio box. Si tratta in particolare dell´area della caserma Masini, al servizio della Zona Orfeo, di via Dante, nel tratto che dai viali porta a via Santo Stefano, al servizio della Zona Fondazza e dell´area Staveco, al servizio della Zona Tribunali, tra via Castiglione e via D´Azeglio. Il Comune dovrebbe assegnare un posto auto per i residenti in questi parcheggi, ovviamente dietro pagamento di un affitto, che consentirebbe così di togliere le macchine dalle stradine del centro.

Per gli spostamenti in auto dentro le porte, invece, pensiamo all’introduzione di un ticket, sia per i non residenti che per i residenti che effettuano tragitti fuori dalla propria zona. L’accensione del vigile elettronico Sirio è ovviamente la prima azione da intraprendere per controllare gli ingressi.

Per i bus siamo sempre stati favorevoli a quelli di piccole dimensioni, per motivi di ingombro e di minori vibrazioni prodotte. Proponiamo perciò delle fermate di interscambio all’altezza dei viali dove i passeggeri diretti in centro potrebbero scendere da quelli più grandi e salire su bus più piccoli.
Con lo stesso concetto potrebbero lavorare i mezzi del trasporto merci diretti in centro. Andrebbero creati dei transit-point (che possono anche essere organizzati dalle associazioni dei trasportatori) dove convogliare le merci per poi distribuirle in maniera razionale negli esercizi del centro storico. Gli orari di carico e scarico sarebbe poi opportuno che non coincidessero con quelli di entrata ed uscita da scuola.

Una richiesta
La prima cosa che invece chiederemo al nuovo sindaco appena eletto, se sarà Cofferati, è bloccare i progetti negativi portati avanti dalla giunta Guazzaloca. In particolare vanno fermati il metrò, l’edificazione nell’area della Staveco, la costruzione del parcheggio sotto gli orti di via Orfeo, l’installazione selvaggia di nuove antenne radio sulle case e, infine, bisogna porre un freno all’esternalizzazione delle costose consulenze messa in atto negli ultimi anni dall’Amministrazione.




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