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IL COMITATO IPERPUT SANTO STEFANO "Esprimendo consenso ai principi ispiratori del nuovo piano traffico: - al primo posto la salute e l'incolumità dei cittadini; - precedenza al pedone ed al ciclista nelle strade; - sostituzione del bus con il tram per il trasporto pubblico; i sottoscritti cittadini del quartiere Santo Stefano denunciano l'arroganza e l'atteggiamento prevaricatorio che, ancora una volta, è stato manifestato dai commercianti presenti all'assemblea pubblica del 10/09/96. L'uso incontrollato dell'auto, propugnato da costoro, porterebbe all'aumento del traffico, del danno alla salute ed alla incolumità, in primo luogo dei nostri bambini ed anziani...... Invitiamo l'amministrazione comunale a procedere rapidamente verso la chiusura alle auto private del centro storico ed a prendere i necessari provvedimenti perchè vengano rispettate le isole pedonali, le corsie preferenziali, i limiti di velocità, i divieti di sosta già in vigore...." [Testo della petizione sottoscritta da 12 cittadini del quartiere S.Stefano nel corso dell'assemblea sul PUT, petizione registrata al Protocollo Generale PG 134347/ 96 del 25.09.96] Ho trascritto questa petizione per fare alcune considerazioni importanti: 1) la precisa scelta di campo e gli obiettivi proposti anticipano il movimento antismog cittadino; 2) l'esigenza dei cittadini di salvaguardare la propria salute ed incolumità, insidiate dal traffico, non nasce con l'elezione di Guazzaloca a Sindaco di Bologna, ma molto prima; 3) la petizione è stata la scintilla che, opportunamente alimentata da un'azione cosciente, ha dato origine al Comitato Iperput Santo Stefano. L'occasione per lo scoccare della scintilla è stata l'Assemblea di quartiere sul PUT (Piano Urbano del Traffico), elaborato dalla Giunta Vitali. L'argomento del traffico, interrompendo un lungo letargo, ha avuto l'effetto di risvegliare l'attenzione dei cittadini sulle decisioni importanti, ma non ha portato ad una significativa presenza in assemblea. Al contrario, l'Associazione dei Commercianti (AsCom) di Guazzaloca aveva inviato funzionari e raccolto una discreta partecipazione di associati, convinti che la causa della riduzione dei loro incassi fosse l'adozione delle misure restrittive al traffico. La discussione è degenerata in continue urla offensive nei confronti della presidenza e degli oratori che osavano contrapporre le proprie convinzioni. Noi stessi, sommersi da urla e fischi, non abbiamo avuto la possibilità di esprimere il nostro punto di vista e le nostre proposte. Da qui la petizione al Sindaco. L'Assemblea ha avuto un preciso ed ironico cronista in Patrizio Roversi. Il titolo dell'articolo è: "Quando partecipare fa rima con va a cagare" pubblicato nell'edizione bolognese di Repubblica del 12.09.96] La partecipazione "rumorosa" dei commercianti all'Assemblea è stato un episodio della lunga lotta politica di opposizione alla giunta Vitali condotta dall'AsCom di Guazzaloca prevalentemente sul tema del traffico, usando come massa di manovra i propri associati. L'analisi di questa associazione sulla crisi economica conferma l'utilizzo strumentale della categoria fatto da Guazzaloca per la sua scalata politica. I fatti come l'erosione del potere d'acquisto dei lavoratori dipendenti ed il processo di forte trasformazione e concentrazione del settore commerciale, per il capo dell'AsCom non contano: egli preferisce dar la colpa della crisi economica ai divieti al traffico, tesi ridicola per usare un eufemismo, però funzionale alla lotta politica. La strumentalizzazione dell'AsCom alla lotta politica ha fortemente penalizzato la stessa categoria perchè la richiesta "sindacale" opposta, quella della trasformazione del centro storico nel più grande ipermercato a piedi, avrebbe, se realizzata, non dico risolto, ma almeno limitato gli effetti negativi della crisi economica sul piccolo commercio. LE AZIONI LEGALI In questo lungo periodo di lotta politica non è mancato il ricorso all'azione legale. Nel '93 in seguito alla decisione di disegnare alcune decine di chilometri di striscie gialle i commercianti dell'Ascom si sono messi a capo di una decisa protesta, prima sulle strade, poi al TAR. Questo ricorso contro la giunta Vitali ha avuto come effetto immediato la sospensione del provvedimento; quando poi è arrivata la sentenza favorevole al Comune, si era già consolidata l'abitudine di non rispettare più le striscie gialle. Ho ricordato questa azione legale per sottolinearne l'enorme differenza con la nostra. Il ricorso contro le corsie preferenziali ha avuto l'effetto di rendere inefficace un provvedimento a favore dei mezzi pubblici di trasporto, ha contribuito per la sua parte a favorire il clima di generale trasgressione delle regole del Codice della Strada (CdS) cui si aggiungerà l'anno successivo, a proposito del vigile elettronico SIRIO, l'iniziativa "politica" del missino Filippo Berselli contro le multe per violazione della Zona a Traffico Limitato (ZTL) nel centro storico. La nostra iniziativa, al contrario, da una parte si rivolge alle autorità preposte al rispetto delle regole, dall'altra insinua tra i cittadini l'idea, trasmessa con un'azione capillare, secondo cui è meglio per tutti rispettare il CdS ed auspicare provvedimenti drastici per ridurre traffico ed inquinamento. Ricordo anche una notizia apparsa in quei giorni sui giornali locali, che di seguito descrivo. [Nota: non sono in grado di documentare di preciso questa notizia, spero che possa farlo presto uno di noi competente in materia giuridica]. Nelle motivazioni di una sentenza sul traffico, il procuratore od il giudice del TAR di Bologna ha evidenziato scarsa sensibilità sul problema incolumità-salute dei cittadini, privilegiando il diritto (assai primitivo) di ciascuno di raggiungere il posto che vuole con il mezzo che vuole. La nostra azione legale, in difesa del diritto collettivo, ha cercato di rimettere nel giusto ordine le priorità: al primo posto la salute dei cittadini! In più vorrei aggiungere una riflessione: non si possono considerare fatalità gran parte degli incidenti stradali: la teoria della fluidificazione applicata dall'attuale Giunta, favorisce platealmente le violazioni dei limiti di velocità, causa prima degli incidenti più gravi. In conclusione la nostra azione legale è PER LA CITTA', per tutti i cittadini senza distinzione di colore politico, quella dell'AsCom, invece, con Filippo Berselli a ruota, è stata un'azione CONTRO LA CITTA', a favore degli individui più incivili della cittadinanza. [Nota: Tengo a precisare che le riflessioni sugli avvenimenti relativi al traffico caduti nel periodo precedente la costituzione del Comitato sono puramente personali e dedotte solo da notizie dei giornali, non avendo partecipato ad attività sociali di alcun genere. L'esposizione di questi argomenti ha il solo scopo di illustrare le forti motivazioni che mi hanno spinto a contribuire ad una aggregazione di cittadini]. LE PRIME INIZIATIVE Il piccolo gruppo di cittadini che hanno sottoscritto la petizione, non del tutto appagato dalla risposta dell'assessore al traffico Parenti, si è subito unito alle iniziative del Comitato SuperPUT di San Vitale. Ci viene subito proposta una petizione a favore della pedonalizzazione di Piazza Aldrovandi, che è al confine tra i due quartieri. Con il metodo del porta a porta abbiamo raccolto 300 firme, che si sono aggiunte alle 1000 del SuperPUT. Questa è stata la prima occasione per saggiare le opinioni degli altri cittadini sul tema "chiusura del centro storico" e per trasmettere ad una cerchia più vasta le nostre idee. I lavori di ristrutturazione della Piazza giungevano al termine, occorreva stabilirne il destino: mantenere il transito dei veicoli oppure renderla disponibile ai pedoni ed alle attività di intrattenimento. Il SuperPUT ha proposto iniziative alle quali abbiamo aderito con entusiasmo, nei nostri volantini abbiamo esposto le ragioni a favore della pedonalizzazione: - preservare la piazza ed i portici dallo smog; - difendere i generi alimentari del mercatino a cielo aperto, dalle sostanze tossiche; - aprire uno spazio per la vita sociale; - contrastare lo sviluppo della microcriminalità mediante la presenza vigile dei cittadini; - difendere la piazza dall'usura del traffico per non gettare al vento il pubblico denaro appena speso. Si è aperta una lunga fase di confronto-scontro con le "ragioni" diametralmente opposte dell'AsCom. Per comodità do' il nome di "Guazza-pensiero" a tutta la ridda di argomentazioni dell'AsCom, attribuendole così al "capo" , che non le ha mai contestate, ma ha anche avuto occasione di confermarle. Nel pubblico confronto sul PUT tra Vitali e Guazzaloca (perchè Vitali non ha scelto di confrontarsi con un'altra persona più qualificata?), svoltosi nella sala della Cassa di Risparmio il 24/10/96, dopo aver letta una lunga lista di opere annunciate dall'amm.ne Vitali e mai realizzate, dopo essersi permesso, (proprio lui!) di ironizzare sull'aumento della velocità media dei bus di "ben 0,1 Km/h" per effetto delle striscie gialle, Guazzaloca è arrivato ad esprimere il suo piano traffico ideale: "io sono contro i divieti". Nel dibattito è stato dato ampio spazio agli interventi dei funzionari dell'AsCom (pardon, coordinamenti dei comitati dei cittadini), mentre il solo di noi che ha avuto la parola è stato interrotto a metà. IL GUAZZA-PENSIERO Negli incontri, nelle udienze in consiglio comunale, nelle pubbliche assemblee sul tema pedonalizzazione, le argomentazioni dei funzionari dell'AsCom si sono arricchite di nuove frasi demagogiche per cui riusciva difficile rispondere a questa raffica di affermazioni prive di logica e dette con la massima disinvoltura: - il traffico è vita, una città senza traffico è morta, no alle restrizioni, si agli affari; - l'inquinamento non esiste, è un'invenzione dei comunisti; - la politica delle pedonalizzazioni favorisce la delinquenza perchè l'isola pedonale più vicina, Piazza Verdi, è il luogo ideale per lo spaccio di droga; - il traffico è la medicina contro il degrado sociale; - le aree verdi sono un luogo di delinquenza e depravazione, i cittadini non le vogliono più come non vogliono il Parco della Montagnola; - nessuno gira più a piedi, siamo abituati ad usare mezzi meccanici per il trasporto dei pesi e delle merci, nessuno vuol fare più fatica; - le striscie gialle rubano spazio alle auto, con quale risultato ? (Ipse dixit!) - gli affari del piccolo commercio vanno male perchè ci sono i divieti e non ci sono parcheggi. E' vero ciò che ha sostenuto Vitali: questa ideologia ha trovato consenso tra i cittadini. Ma quanto è stato fatto per contrastare questo "degrado" a livello culturale? I comitati di cittadini si sono trovati da soli a svolgere questa opera di persuasione! Ora che abbiamo visto gli effetti dell'applicazione del Guazza-pensiero sul traffico, abbiamo la prova più convincente che la teoria è fallimentare. Ma era proprio necessario farci sopportare questa prova? LA COSTITUZIONE DEL COMITATO IPERPUT SANTO STEFANO "Il Comitato IperPUT dei cittadini del Quartiere Santo Stefano, insieme ai Comitati degli altri quartieri della città, nasce per rendere pubbliche le proposte e le proteste di tutti quei cittadini che ritengono urgente il provvedimento di chiusura del centro storico, votato più di dieci anni fa...." [Nota: Parte introduttiva del documento "per la costituzione del comitato IperPUT" dell'Ottobre '96] Con le elezioni europee del 1984 venne proposto a tutti gli elettori del Comune di Bologna di esprimersi con un referendum se fosse opportuno chiudere alle auto il centro storico, permettendo l'accesso ai soli residenti. Il 70,1 % votò a favore della chiusura. La Giunta Imbeni avrebbe dovuto tener conto di questo pronunciamento predisponendo un piano, elaborato dai tecnici del Comune, che fosse realizzabile e condiviso da questa maggioranza di cittadini. Nulla fu fatto. In seguito vennero adottati utili provvedimenti che però non potevano essere paragonati ad esempio, all'apertura ai pedoni di Piazza Maggiore e via D'Azeglio, realizzata quasi vent'anni prima. La "spinta" del referendum non fu quindi ritenuta politicamente interessante. Nel 1993/94 l'amministrazione Vitali sposa e mette in opera l'idea del vigile elettronico SIRIO. Idea geniale perchè avrebbe realizzato nel modo più semplice ed innovativo il "mandato" del referendum: Sirio legge le targhe e segnala chi entra in centro senza averne l'autorizzazione. La vicenda del vigile elettronico è stata molto travagliata per problemi "tecnici" e "burocratici". Alla prima uscita pubblica, dopo la costituzione del comitato, ci siamo presentati come "figli del referendum", allo scopo di ricordare ai politici che il problema era ancora aperto. Tra tanti silenzi e giudizi di improponibilità, la risposta più pertinente fu allora quella secondo cui l'esito del referendum non è vincolante per l'amministrazione comunale. Abbiamo riscontrato meno obiezioni e maggiore adesione dai cittadini che da esponenti di partiti, di associazioni ambientaliste e di altri comitati. L'involuzione subita dal comitato SuperPUT di S.Vitale, da aggregazione spontanea di cittadini a gruppo egemonizzato dalla sezione di zona del PdS, non ha permesso che si determinasse un'unità d'intenti e di iniziative per riproporre pubblicamente l'obiettivo della chiusura del centro storico. Peraltro questo comitato si è sciolto con la delibera di pedonalizzare piazza Aldrovandi, ritenendo raggiunto l'obiettivo che si era prefissato. La Giunta Vitali, all'inizio indecisa sul da farsi è arrivata a questa decisione, pur con alcune concessioni all'AsCom. Ad esempio si è lasciato che la piazza divenisse un parcheggio, in particolare nelle ore serali, a disposizione di chi voleva passare una serata in centro. Dalla conclusione di questa vicenda fino alla fine del '99 il comitato IperPUT ha continuato a riunirsi con cadenza mensile. L'attività si è svolta prevalentemente su questioni di quartiere, con segnalazione di pericoli, disagi, disfunzioni dovute al traffico, partecipando all'attività delle commissioni. Ci siamo impegnati per elaborare una proposta praticabile e condivisa per la chiusura del centro storico. Sulla questione infatti tra i cittadini si faceva molta confusione ed i politici non si preoccupavano di fornire i dovuti chiarimenti. I cittadini più esasperati si pronunciavano per una soluzione drastica: mettere sbarramenti alle porte per non far passare nessuno; quelli più sensibili alle sirene politiche attribuivano a Sirio una valenza che andava ben oltre alle sue possibilità. Nei pochi mesi in cui il vigile elettronico è stato in funzione ha scoraggiato gran parte degli abusivi e gli effetti sono stati positivi; ma è apparso evidente che Sirio non basta per migliorare la vivibilità, per ridurre ai 30 la velocità massima dei veicoli, per realizzare attraversamenti e piste ciclabili sicure e senza smog, per aumentare gli spazi di vita sociale in cui installare un adeguato arredo urbano. LA PROPOSTA DI PEDONALIZZAZIONE DEL CENTRO STORICO. L'accensione di Sirio potrà avere l'effetto di abbassare il livello del benzene appena sotto l'attuale limite di legge di 10 mg/m3, che viene superato in tutto il centro storico? Forse, non è sicuro ! Questo limite passerà tra breve da 10 a 5 in base ad una direttiva europea, a conferma della necessità di un progetto che preveda una riduzione del traffico più drastica di quella che può portare Sirio. Non ci siamo scoraggiati. Ci siamo detti che in mancanza della volontà politica ed in assenza di progetti occorreva fare ai cittadini una proposta realistica e praticabile, da sottoporre al loro giudizio. Premetto che non abbiamo la pretesa di dimostrare che la nostra è l'unica proposta possibile, anzi vorremmo che ne venissero trovate altre, migliori; portando progetti nuovi si riesce a stimolare la discussione tra chi vuole risolvere il problema della vivibilità in centro e dell'inquinamento da traffico in tutta la città. Proponiamo di progettare una pedonalizzazione progressiva del C.S. per zone non troppo piccole. In tutto il centro potrebbero essere una ventina; ognuna di queste verrebbe difesa da misure di protezione e controllo che utilizzino metodi tradizionali e telematici. E' permesso l'accesso ai soli residenti mentre le moto possono transitare a motore spento. Si accede alle zone seguendo un percorso prefissato. L'amministrazione comunale deve individuare in ogni zona un'area da adibire a parcheggio dei residenti privi di posto auto, una per nucleo familiare, riscuotendo un affitto contenuto, aree che abbiano la caratteristica di essere in posizione "discreta", cioè un po' nascoste alla vista, non troppo grandi per non creare eccessivo inquinamento e dotate del servizio di un mezzo elettrico per il trasporto di pesi dal parcheggio a casa. Il comitato Orfeo-Rialto ha presentato una bozza di progetto per la sua zona, stimolato dalla presenza di un grande piazzale interno ad una caserma abbandonata da un anno. Il problema è ancora una volta quello della trasparenza: non conosciamo i piani dell'amm.ne comunale. Solo nelle zone pedonali si riescono a creare senza difficoltà percorsi sicuri casa-scuola ed una rete di piste ciclabili. Il servizio pubblico dovrebbe essere costituito da una decina di tram che percorrono le strade radiali avanti e indietro dalla porta al centro e viceversa con corsa gratuita. IL P.U.T. E L' IPERPUT Come detto all'inizio, le nostre riflessioni sul PUT di Vitali ci hanno portato a dare un giudizio positivo sui principi ispiratori. Siamo giunti alla conclusione di confermare questo giudizio anche rispetto ai progetti più importanti sul traffico: - parcheggi scambiatori all'altezza della tangenziale (auto+bus); - Sistema Ferroviario Metropolitano integrato con il trasporto pubblico su gomma; - rete di piste ciclabili protette; - fascie orarie per carico e scarico merci; - l'uso di Sirio per il controllo degli accessi nella ZTL; - limite dei 30 in centro, ecc... Abbiamo notato la mancanza, ancora una volta , di un progetto di pedonalizzazione del centro storico, abbiamo chiesto un PUT più grande, che comprendesse anche questo progetto, da cui il nome di COMITATO IPERPUT. I mega progetti tipo metrò o tunnel sotto la collina sono improponibili per la nostra città, occorrono soluzioni più semplici e meno costose.. questo è il loro limite? GUAZZALOCA SINDACO L'elezione di Guazzaloca ha portato, com'era prevedibile, ad una liberalizzazione degli accessi: il rifiuto di Sirio, la mancanza di controlli, l'esplicita volontà di non essere punitivi nei confronti degli abusivi, sono tutti elementi che hanno scatenato la parte più incivile della cittadinanza. Nel Centro Storico (C.S.) sono aumentati gli ingorghi e l'aria "a naso" era peggiorata. Dico "a naso" perchè la Giunta aveva deciso di chiudere in cassaforte i dati delle centraline e le elaborazioni dell'ARPA. Alla ripresa autunnale si sono svolte due iniziative: la biciclettata di Legambiente del 19/09/99 ed il corteo organizzato dai Verdi il 22/09/99. Entrambe le iniziative alle quali abbiamo partecipato, hanno avuto un'adesione molto superiore a quella prevista dalle rispettive organizzazioni promotrici. Quindi, questi tre fatti: l'aumento dell'inquinamento, l'informazione TOP SECRET e l'ampia adesione dei cittadini, hanno fatto sperare che fosse giunto il momento favorevole per far crescere un movimento per la salute. L'occasione è giunta con il congresso bolognese di Legambiente: martedi 19 Ottobre 1999 alcuni di noi hanno partecipato con il preciso scopo di stringere rapporti con altre realtà spontanee, come è scritto sul nostro documento agli atti. Intervenendo subito dopo la relazione introduttiva, abbiamo constatato una positiva rispondenza negli interventi successivi. Non siamo potuti restare fino alla fine della discussione; il giorno dopo ho ricevuto una telefonata da Barbara Rinaldi che mi ha invitato ad un incontro a Legambiente, in cui mi è stata proposta l'azione legale. La mia adesione è stata poi approvata dalla riunione del Comitato Iperput. Barbara ha organizzato appuntamenti con avvocati ai quali si domandava quale potesse essere l'azione legale migliore da intraprendere. Nel frattempo, sempre a Legambiente, abbiamo incontrato Otello Ciavatti con il quale siamo andati all'appuntamento decisivo: quello con l'avvocato Valerio Cerritelli. Riguardo all'azione legale mi fermo qui perchè viene descritta da altri testi. Voglio solo sottolineare che la raccolta di adesioni all'iniziativa, iniziata pubblicamente nel febbraio 2000, la presentazione del ricorso in tribunale in marzo e la prima udienza del ricorso, hanno avuto come effetto la diffusione di dati e documenti che la Giunta teneva chiusi nel cassetto e il varo in maggio del provvedimento restrittivo alla circolazione dei motorini. LA TRASMISSIONE E LA RACCOLTA DELLE INFORMAZIONI Le successive proteste per l'adesione solo formale di Bologna alle domeniche senz'auto, dette "domeniche senza vigili" e limitate ad una piccola zona del C.S, le manifestazioni e le serate per raccogliere fondi (febbraio 2001), hanno potuto avere successo anche perchè il Comitato Iperput aveva costruito una rete di contatti con i cittadini che sempre più aderivano alle nostre iniziative. Abbiamo cominciato nel giugno 2000 con i banchetti in strada per raccogliere le firme su di una nostra petizione a favore del "Ripristino della legalità nelle strade" che ha avuto 1.300 adesioni. Nei moduli era prevista una doppia firma, la prima come adesione alla petizione, la seconda come autorizzazione ad inviare notizie sulle iniziative dei comitati cittadini: le norme sulla privacy ci davano la possibilità di individuare tra i firmatari le persone più interessate alle nostre iniziative. Il nostro indirizzario dei contatti, che già conteneva anche i 350 sottoscrittori del ricorso, si è così esteso da raggiungere il numero di 1.000 cittadini. Per un anno, da Settembre 2000 a Luglio 2001 abbiamo utilizzato questo indirizzario (che veniva sempre aggiornato), per inviare periodiche comunicazioni scritte ai cittadini. Il lavoro è stato assai impegnativo ed ha gravato in gran parte sul nostro comitato. Ci siamo organizzati in modo di usare la posta solo per gli indirizzi più lontani che non potevamo raggiungere (tra 200 e 300). Per gli altri, abbiamo attivato i responsabili di zona che provvedevano alla distribuzione porta a porta. Oltre a contribuire all'esito positivo delle iniziative, siamo venuti in possesso di un discreto numero di indirizzi e-mail. Ai cittadini provvisti di posta elettronica ho potuto inviare messaggi con maggiore frequenza perchè l'impegno in termini di tempo e di finanze risultava minore. Questo è il primo contributo dell'IperPUT alla costituzione di un movimento dei cittadini. Bologna : 08/02/02 Tagliati Pietro (Presidente dell'Associazione Iperput) |