PIETRO TAGLIATI
ELETTO AL QUARTIERE S.
STEFANO
Nato a Bologna il 7/7/47
si laurea in Fisica nel ´72. Esauriti i 15 mesi di naja come soldato
semplice, gli viene subito offerta una cattedra d´insegnamento
alle superiori a Pordenone, dove contribuisce alla costituzione della
locale CGIL scuola.
Sposato, tre figli, si trasferisce ad Imola, dove giunge
l´eco del referendum dell´84, che dà maggiore impulso
al suo sogno di tornare a Bologna con la famiglia.
A Bologna dal ´92, inizia a montare l´esigenza
di "fare qualcosa" con gli altri cittadini per riaffermare
con fermezza il rispetto dell´impegno sulla "chiusura del
centro storico" e per contrastare dal basso le spinte contrarie
provenienti dall´AsCom ed il generale degrado della città.
Riesce a promuovere nel ´96 il Comitato
IperPUT Santo Stefano nel corso di un´assemblea di quartiere
sul PUT di Vitali, che manifesta in modo evidente l´assenza di
proposte risolutive per il centro storico, insieme all´insopportabile
arroganza dei commercianti organizzati dall´AsCom di Guazzaloca.
Il Comitato si presenta raccogliendo subito 300 adesioni di cittadini
alla proposta di pedonalizzazione di Piazza Aldrovandi, appena restaurata,
che si aggiungono alle 1000 raccolte dal SuperPUT di S.Vitale.
Coinvolge i cittadini del Comitato in una serie di incontri sul tema
"progetto di pedonalizzazione" e dal ´99 sulla proposta
di far partire un´azione legale contro il nuovo sindaco, insieme
ad altri comitati. Vicenda, quest´ultima, che non richiede di
essere descritta, per la vasta eco che ha avuto sui media locali.
Nel 2000 promuove una petizione per il "Ripristino della legalità
nelle strade" che raccoglie 1300 adesioni.
Insieme agli altri cittadini promuove il "Comitato per Piazza Carducci"
che ha raccolto 1600 adesioni per contrastare l´intento del PGTU
2000 di destinare la superficie pedonale a parcheggio scambiatore, a
parcheggio di servizio per le Scuole Carducci o per i BUS.
Insieme agli altri cittadini promuove la costituzione del "Comitato
Salviamo i Giardini Margherita" (1800firme) ed il "Comitato
Orti di Orfeo" (4000 firme), per difendere le aree verdi dagli
usi impropri, dall´inquinamento e dalle speculazioni.
Nel 2001 riesce nell´intento di trasformare il Comitato in Associazione
IperPUT , perché nel frattempo sono cresciute le adesioni oltre
i confini del quartiere, perché si deve far fronte agli accresciuti
impegni finanziari e sia, soprattutto, perché si deve adeguare
la struttura organizzativa all´obiettivo della chiusura del centro
storico, che richiede, a differenza degli altri comitati, un orizzonte
su di un territorio molto esteso e complesso.
Solo nel 2002, dopo la sentenza del giudice Ciccone, favorevole ai cittadini,
prende la decisione di uscire dal Coordinamento dei Comitati Antismog,
avendo verificato da tempo le pesanti resistenze provenienti dall´interno,
per impegnarsi ad un´elaborazione di un progetto, libero da condizionamenti
di partito, efficace ad abbattere l´inquinamento.
Propone un documento per la costituzione del GRUPPOdiLAVORO sulla pedonalizzazione
del centro storico, che ha trovato adesioni di altre associazioni (bolognaviva
e cittadini indipendenti) e di partiti (PRC, Verdi e IdV).
Partendo dalla constatazione dell´inadeguatezza del metodo Vitali
basato sulle pedonalizzazioni a macchia di leopardo, il candidato propone
progetti di pedonalizzazioni per zone (detti anche "spicchi"),
sulla base di criteri generali, da adottare per tutto il centro storico:
impegno portato avanti dal GdL in questi due anni.
Se da un lato si sono allargati gli orizzonti ad un´ottica metropolitana,
dall´altro il GdL è passato alla fase dei progetti di zona,
coinvolgendo gruppi di cittadini residenti.
Già nel 2001, promovendo il "Comitato Orfeo Pedonale",
aveva stimolato l´elaborazione di un progetto di pedonalizzazione
della zona, presentato ai partiti di quartiere nell´ottobre dello
stesso anno. Il progetto, apprezzato dai partiti del centrosinistra
e dall´IdV, ha trovato atteggiamenti pregiudiziali da parte delle
autorità di quartiere, che non hanno neppure ritenuto opportuno
discuterlo in consiglio. Al contrario, sono stati concessi permessi
d´accesso alla ZTL alle auto dei genitori delle scuole private
di via Orfeo.
Lo stesso candidato ha di recente costituito il gruppo "Zona Fondazza
Pedonale" con l´obiettivo di definire un progetto anche per
la zona compresa tra S.Stefano e Strada Maggiore.
Infine, partecipando alla costituzione del "Comitato Che Bella
Bologna", ha ripreso un tema che preoccupa molti cittadini e che
Guazzaloca aveva promesso di risolvere: le vibrazioni e le lesioni sui
palazzi, provocate dal transito di mezzi pesanti in centro storico.
Il candidato, proposto dai Verdi in quartiere, ha intenzione
di continuare a condurre le lotte già iniziate, con l´intenzione
di arrivare a condurre in porto nel miglior modo possibile tutte le
situazioni rimaste in sospeso ed aggiustando quelle risolte da Guazzaloca
nel peggior modo possibile.
Personalmente si propone come espressione della tendenza del movimento
antismog che, nel GRUPPOdiLAVORO, si batte per il rispetto del mandato
del referendum. Con l´intento di estendere il progetto alle zone
di periferia ed ai centri dei comuni della provincia
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